Ex dispensario, giù il rudere: arrivano due palazzine
Ivrea
Da anni l’ex dispensario di igiene sociale, eredità del preventorio antitubercolare, è rimasto chiuso e abbandonato lungo via Lago San Michele, simbolo di una riqualificazione sempre rimandata. Ora lo stallo si sblocca con un intervento privato: la giunta ha approvato il permesso di costruire convenzionato che affida alla società eporediese Vega la demolizione del rudere e la costruzione di due nuove palazzine residenziali, con in dote un marciapiede allargato e un parcheggio pubblico a servizio della scuola materna, nel frattempo recepiti come obblighi nella versione finale del Prgc 2030.
Passaggi di mano e ritorno in campo
Per chi è cresciuto a Ivrea quell’edificio non rappresenta solo un vuoto urbano: è stato il preventorio antitubercolare, costruito da un consorzio e usato per anni come dispensario dove intere generazioni di bambini sono passate per i controlli contro la tubercolosi. Dopo l’Asl la struttura è passata all’Arpa, che l’ha utilizzata per un periodo, fino alla decisione della Regione di metterla in vendita. Una dozzina di anni fa l’area è stata acquistata da Vega, società con soci legati al costruttore Fabio Fornara, che presentò un primo progetto poi rientrato nel cassetto. Solo tre anni fa, con il coinvolgimento dell’architetto Alberto Redolfi, la proprietà è tornata alla carica con una nuova proposta, condividendo con Comune e piano regolatore due elementi oggi centrali: parcheggio per la materna e allargamento del marciapiede.
Cosa prevede il progetto
Il via libera è formalizzato in una delibera di giunta del 16 aprile, con cui l’esecutivo approva il permesso di costruire convenzionato sul lotto di 2.933 metri quadrati ai piedi del versante collinare. L’intervento autorizza la demolizione completa dell’ex dispensario e la costruzione di due fabbricati distinti di tre piani fuori terra, appoggiati su un unico piano interrato che ospiterà autorimesse, cantine e collegamenti verticali. La superficie lorda complessiva è di circa 1.350 metri quadrati, con destinazione esclusivamente residenziale. Le palazzine saranno due volumi gemelli, distanziati di una decina di metri per alleggerire l’impatto visivo in un’area sotto tutela paesaggistica, con sei alloggi ciascuna distribuiti su tre livelli. Redolfi ha lavorato sulla volumetria “secca” assegnata dal piano regolatore, restando al di sotto del massimo teorico, e ha impostato edifici in classe energetica A, dal disegno sobrio: tetto piano con impianti schermati, facciate chiare, grandi aperture e schermature scorrevoli in legno. Il progetto ha già ottenuto il via libera della Commissione locale per il paesaggio ed è ora al vaglio della Soprintendenza, dove di norma si applica il meccanismo del silenzio-assenso in assenza di rilievi.
Le opere “in cambio” e i tempi
Il cuore politico-urbanistico dell’operazione sta nella convenzione: in cambio del titolo edilizio, Vega realizzerà a proprie spese una serie di opere pubbliche e verserà una quota monetaria per gli standard. Si tratta di interventi per un valore di circa 46mila euro, eseguiti a scomputo degli oneri di urbanizzazione, oltre alla cessione di aree e alla monetizzazione della parte residua di standard a favore del Comune. I due elementi più visibili sono il marciapiede e il parcheggio. Oggi, nel tratto di via Lago San Michele a ridosso dell’ex dispensario, il marciapiede è largo circa un metro e costringe spesso pedoni, passeggini e carrozzine a sconfinare in carreggiata; con il progetto verrà portato a 1,5 metri, completamente rifatto, privo di barriere e raccordato verso il parco giochi e l’area della Polveriera.
Su via Saudino sarà invece ricavato un parcheggio di attestamento: arretrando il fronte privato di alcuni metri, Vega realizzerà undici posti auto che verranno ceduti al Comune e destinati soprattutto a chi accompagna i bambini alla materna, spostando fuori da via Lago San Michele la sosta a bordo strada che oggi crea ingorghi negli orari di punta. Sul fronte dei tempi, il titolo edilizio potrà, salvo imprevisti, essere rilasciato a breve. L’impresa prevede di partire con demolizione e scavi, mentre il completamento complessivo dell’intervento è indicato in circa un anno e mezzo.