Due adolescenti fuggono dalla comunità una ritrovata, ricerche a tappeto per l’altra
CANOSSA. Sparite, senza soldi e senza cellulare. Si sono allontanate a piedi dalla comunità Ippocampo, gestita dalla cooperativa sociale Laboratorio Lesignola, a Roncaglio di Canossa, dribblando la sorveglianza degli operatori. E la poderosa macchina delle ricerche si è messa in moto. Due ragazze, di 17 e 16 anni, sono fuggite dalla comunità che ospita un’altra decina di giovani, tutti minorenni, con disagio, sopratutto famigliare. È accaduto sabato mattina ma tutti, ospiti e personale, si aspettavano che facessero ritorno. Nel pomeriggio invece è stato chiaro che non sarebbero rientrate, ed è partita la denuncia ai carabinieri. Sono iniziate ore frenetiche, a partire da quel momento, di ansia e fatica.
È stata la prefettura a coordinare le ricerche, affidate ai vigili del fuoco. La centrale operativa è stata allestita a Roncaglio: squadre cinofile, carabinieri, polizia locale, un elicottero dei vigili del fuoco che si è alzato in volo e ha sorvolato la zona, hanno cercato le adolescenti per più di ventiquattro ore, soprattutto nell’area adiacente alla comunità. A piedi, è stato il ragionamento, le ragazzine non avrebbero potuto allontanarsi troppo. Decine di uomini hanno setacciato boschi, percorso strade, chiesto nei luoghi che solitamente frequentavano prima di entrare in comunità. Ma nulla è accaduto fino a ieri pomeriggio, quando è arrivata la notizia che la più grande delle due era stata avvistata a Reggio Emilia, in ottime condizioni di salute . Sono stati i carabinieri a prenderla in consegna e a portarla nella caserma di San Polo per la deposizione. Subito sono stati avvisati i parenti, che abitano nella Bassa. È stata l’unica buona notizia di ieri, perché dell’amica ancora non si sa nulla. Le ricerche sono proseguite a tappeto per un’altra notte.
Tutto è iniziato in sordina. Secondo la ricostruzione degli operatori, affidata a vigili del fuoco e carabinieri, sabato mattina una delle due ragazze è andata in bagno; l’altra era fuori ad aspettarla. Nei pressi anche un operatore. Cosa si accaduto non è ancora dato sapere. Fatto sta che da qual momento delle due ragazze si sono perse le tracce. «D’altro canto – spiega il presidente della cooperativa, Carminio Gambacorta – la nostra struttura non è un carcere. E i ragazzi non sono controllati minuto per minuto dagli operatori, che devono provvedere anche alle incombenze quotidiane. Cerchiamo di fare vivere i ragazzi in una situazione di grande serenità, perché hanno spesso situazioni di grosso disagio famigliare alle spalle e quando vengono da noi sono spaventati e turbati». E probabilmente lo erano anche le due fuggitive. Una era entrata in struttura da appena una settimana, l’altra da qualche giorno in più. «È il periodo più complicato – prosegue Gambacorta – perché si devono abituare a regole che spesso nell’ambiente famigliare mancano». E tra le regole c’è, appunto, quella di consegnare il cellulare, che riottengono solo dopo aver dimostrato di saper vivere in comunità.
Sole, a piedi, senza una euro e senza cellulare. Così si sono allontanate le adolescenti, che si erano messe d’accordo per fuggire insieme, per poi separare le strade. E così è stato. Arrivate a pochi chilometri da Roncaglio, sono riuscite a trovare un passaggio in auto: due militari in licenza, accompagnati dalle fidanzate, le hanno caricate in auto e portate a Reggio Emilia. Lì le due minorenni si sono salutate e hanno preso strade diverse. Per la diciassette il futuro è di nuovo in comunità. Per la più piccola la macchina delle ricerche è ancora in moto.