Cancelliamo la parola atteggiamento
LR24 ( AUGUSTO CIARDI ) - Esistono parole che ti proiettano nel vago mondo dell’interpretazione. Che in quanto tale è soggettiva. Le parole personalità, approccio. E quella che va tanto di moda da qualche mese: atteggiamento. Che significa avere un atteggiamento sbagliato? Che ti svegli la mattina per giocare Roma-Spal e decidi di mettere la maschera del supponente? Del presuntuoso? Del superficiale? Parliamo di limiti, forse è meglio.
Quelli strutturali, quelli dell’ allenatore , quelli della squadra. Che non significa bocciare senza appello qualcuno. Significa prendere atto della realtà. Che piaccia o meno, la realtà non si interpreta. È impietosa. Se Pastore perde palla a metà campo con la tigna di un bimbetto inerme a cui un bullo toglie il lecca lecca dalle mani, significa che in talune caratteristiche Pastore, squisitamente tecnico, ha dei limiti strutturali. Altrimenti sarebbe Hazard . Si nomina Pastore perché non ha responsabilità per la partita di oggi. È uno dei tanti esempi.
Se dall’inizio della gestione tecnica di Di Francesco la Roma ha vinto appena il cinquanta percento delle partite giocate in casa , non è questione di atteggiamento. Ma di limiti. Strutturali, dell’allenatore, dei giocatori. Aggiungiamo i tredici punti persi in nove partite di campionato, e il quadro è incorniciato. La sconfitta con la Spal United non pregiudica nulla. Alla fine puoi piazzarti per giocare in Champions League anche l’anno prossimo. Il problema è l’ appiattimento (che poi è la media rendimento di molti calciatori che fanno tre partite da otto e tre partite da quattro non perché si svegliano con l’atteggiamento sbagliato ma perché hanno dei limiti, non è una colpa avere limiti), una fase difensiva che ha retto solo in quattro partite su undici (limiti strutturali e tattici) le sostituzioni sbagliate, pure le dichiarazioni post gara.
Il problema sono i limiti. E la noia . Perché la Roma si spoilera da sola. Quando vince tre-quattro partite consecutive sai già che ripiomberà in quella crisi che giocatori e allenatore affronteranno dicendo che bisogna lavorare, che è stato sbagliato l’approccio, che bisogna cambiare atteggiamento. Quindi finisce nel tunnel, non vede la luce, si accartoccia su se stessa, e all’ennesimo schiaffo preso da una Spal o da un Bologna qualunque, reagisce, vince una gara difficile che apre la pista a una miniserie di risultati positivi, con tanto di allenatore e calciatori che vanno in tv a battersi il petto chiedendo dove sono ora quelli che criticavano fino alla settimana prima. Scene viste e riviste, film vecchi, B movie. Che noia, che barba.
@augustociardi - In The Box