L’affido è quello che si dice un film «consensuale», e il doppio premio – Leone d’Argento e De Laurentiis per la migliore opera prima – alla scorsa Mostra del cinema di Venezia, dove era in concorso ne sono una conferma. La storia di violenze familiari confezionata senza lasciare buchi – e senza nemmeno «risparmiare» narrativamente alcuno svolgimento dei passaggi messi in campo – «accarezza» di continuo le aspettative dello spettatore offrendogli tutto ciò che vuole vedere: quanto conosce, ciò che …
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