Matteo Renzi non vuole scaricare la Boschi. Almeno è questo quello che dice nell'intervista al TgCom24. "Saranno i cittadini a decidere se Boschi debba essere portata in parlamento oppure no". Il segretario del Pd rimette la palla agli elettori. Con questa mossa in parte difende la Boschi, evitandole la gogna della mancata candidatura, con tutto ciò che ne conseguirebbe. In parte fa credere che l'ultima parola spetta ai cittadini. Che è vero, ma fino a un certo punto. Al partito, infatti, spetta di decidere dove e come candidarla: nel listino proporzionale? In un collegio maggioritario? E in quest'ultimo caso, quanto "sicuro". Ovvio che in politica non esistano certezze assolute, specie quando si parla di elezioni. Però candidare una persona in un posto anziché in un altro fa la differenza. Renzi si sofferma anche sul caso dello scandalo Etruria. "Non credo ce le banche siano il principale problema del Paese - osserva - ma chi ha rubato deve essere giudicato dai tribunali". E aggiunge: "Se hai bruciato 44 miliardi il conto lo pagano i risparmiatori e chi non ha più accesso al credito. Per questo abbiamo voluto la commissione. Ma si è cercato di guardare il dito quando noi indicavamo la luna. La vicenda Etruria - prosegue - è priva di ricadute penali, ma era giusto fare chiarezza".Nella sua difesa a spada tratta il segretario del Pd ripete le parole usate dalla Boschi, ovvero che sulla vicenda banca Etruria si è aperta una caccia alla donna. "Chi ci segue da casa può avere il giudizio che vuole", ma sul caso "ci sono stati "incontri legittimi e privi di qualsiasi pressione, e non perché lo dica la Boschi".