Uccide i figli e si uccide. Il nonno: «Segnalato più volte da mia figlia»
Si sono difesi e hanno cercato di scappare, ma non c’è stato scampo per Pietro e Francesca Pontin, 13 e 15 anni. Il padre Alessandro, 49 anni falegname con la passione per la filosofia olistica e i massaggi che voleva far diventare un nuovo lavoro, dopo aver ucciso i ragazzi con un coltello si è pugnalato e ucciso. Erano nella casa dell’uomo a Trebaseleghe in provincia di Padova. Era separato dalla moglie Roberta da 5 anni. Si rifiutava di pagarle gli alimenti alla donna che vive a poca distanza.
L’uomo ha lasciato un biglietto: «Voglio essere cremato, spargete le mie ceneri». Non ci sarebbero parole per i figli e la ex moglie. Ancora da accertare l’ora della morte fra sabato sera e domenica mattina.
Nessuno dei vicini avrebbe sentito rumore. A scoprire la tragedia è stato, domenica, un fratello dell’assassino. di Alessandro. Ha aperto la porta e ha trovato di fronte i tre cadaveri. Subito ha chiamato i carabinieri che hanno avvertito la madre dei ragazzi. «È una vicenda di una tristezza infinita, non ci sono parole che permettano di commentare una tragedia come questa, sono sconvolta» ha detto la sindaca di Trebaseleghe, Antonella Zoggia.
Aldo Calzarotto, il nonno dei ragazzi ha raccontato a Repubblica che la figlia non si fidava dell’ex marito. «Più volte era stata a parlare con i carabinieri di quell’individuo che faceva cose strane. Purtroppo siamo arrivati a questo, i ragazzi sono morti e io ho perso tutti e due i miei adorati nipoti. Andavo a prenderli a scuola ogni giorno, perché mia figlia lavora. Mangiavano con me e mia moglie. Come viviamo senza di loro?».
Il fratello di Roberta ha raccontato dei mancati alimenti. «Mia sorella percepiva 100 euro al mese per i due bambini e al magistrato sembrava una cifra non adeguata, eccessivamente bassa. Lei aveva chiesto qualcosa di più, ma proprio questa settimana è stato tutto archiviato e lei era molto arrabbiata. Sembrava che lui non avesse colpe e invece».