Mammografia: quando farla e perchè è così importante
La parola mammografia spesso fa paura ma non dovrebbe. Si tratta infatti dell’alleata numero uno per la lotta al tumore al seno, patologia che riguarda una donna su nove nell’arco della vita e che ha visto nel 2019 circa 53.000 nuove diagnosi in tutta Italia.
Fino al termine di ottobre, in occasione del mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili, la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è impegnata nella campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi Nastro Rosa, volta a promuovere ricerca e prevenzione come strumenti fondamentali per contrastare la neoplasia femminile più diffusa.
Prevenzione che passa prima di tutto attraverso la diagnosi precoce, nella quale la mammografia gioca un ruolo fondamentale, come spiega Luca Malorni, dirigente medico dell’Unità Operativa Oncologia Medica Sandro Pitigliani, del Nuovo Ospedale di Prato Santo Stefano. «È lo strumento cardine e sicuramente il più efficace perché individua anche tumori molto piccoli o micro calcificazioni che pur non essendo ancora malattie conclamate sono un campanello d’allarme da approfondire».
Proprio questa estrema tempestività e precisione nell’individuare eventuali anomalie ha permesso di arrivare, oggi, a circa l’87% di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, contro l’81% di vent’anni fa.
CHE COSA È LA MAMMOGRAFIA
La mammografia è una radiografia che si effettua comprimendo il seno tra due lastre e attraverso altrettanti scatti, uno dall’alto e l’altro lateralmente, permette la visione di tutta la mammella e dei primi linfonodi ascellari. È un esame molto rapido, che non necessita di alcuna preparazione prima di essere eseguito o anestesia, e che non lascia strascichi postumi. «Purtroppo è un po’ fastidioso e per alcune donne particolarmente sensibili, leggermente doloroso a causa della pressione esercitata dallo schiacciamento necessario per renderlo efficace. – ammette lo specialista – Fortunatamente però è una sensazione momentanea che cessa immediatamente al termine della procedura».
PROGRAMMA DI SCREENING REGIONALE
Per consentire un monitoraggio il più possibile ampio, nel nostro Paese è attivo un programma di screening gratuito, promosso dal Sistema Sanitario Nazionale e gestito dalle Regioni, che consiste nell’offrire una mammografia gratuita di controllo ogni due anni a tutte le donne dai 50 ai 69 anni. A contattarle è direttamente l’Asl di riferimento, solitamente tramite lettera a domicilio.
«La scelta dell’età di partenza dello screening è dettata dal fatto che il rischio di malattia si innalzi notevolmente in coincidenza della menopausa. Alcune Regioni però negli ultimi anni stanno anticipando il primo avviso a 40-45 perché purtroppo la curva del trend si sta leggermente abbassando».
AD OGNI ETÀ IL GIUSTO CONTROLLO
Una scelta che vede Luca Malorni piuttosto d’accordo. «Se pur senza farsi prendere da eccessive ansie, prima si comincia a tenere sotto controllo il proprio seno meglio è, anche solo praticando con regolarità l’auto palpazione, uno dei mezzi più efficaci di prevenzione. Verso i 40 anni poi, consultandosi con il proprio medico di base, si può iniziare a sottoporsi a qualche forma di controllo, basata anche sull’anamnesi familiare».
Il 5-7% dei tumori al seno, infatti è ereditario, ovvero causato da geni mutati tramandati dai genitori ai figli, e in un quarto dei casi ereditari le mutazioni riguardano i geni BRCA1 e BRCA2.
MAMMOGRAFIA VS ECOGRAFIA
A volte i primi controlli, se avvengono in giovane età possono essere effettuati sottoponendosi a una radiografia, invece che a una mammografia.
«È una tecnica usata solitamente come suo completamento perché analizza parametri differenti, ma che per le giovanissime è molto più indicata e a volte può bastare. La mammografia per essere del tutto attendibile ha infatti bisogno di un seno non particolarmente denso, condizione che si verifica con il passare degli anni, quando le ghiandole avviandosi verso l’atrofia consentono di distinguere meglio eventuali anomalie che invece in un seno più giovane possono confondersi con il normale tessuto mammario. La radiografia invece basandosi su un sistema diverso sopperisce a questo limite».
RISCHI REALI E FAKE NEWS
Nonostante non ci stancheremo mai di ripetere che per la salute ci si debba affidare esclusivamente alla scienza, non sono poche le teorie, diffuse soprattutto tramite social network, che definiscono la mammografia pericolosa. Fake news dalle conseguenze potenzialmente devastanti, che puntano il dito soprattutto sulle radiazioni che, inevitabilmente, invadono il corpo durante l’esame, ma sulle quali le rassicurazioni del professor. Luca Malorni sono chiare. «I mammografi di ultima generazione ne rilasciano pochissime ed è dimostrato che in quelle percentuali non abbiano alcun effetto sulla salute generale, nemmeno di chi debba sottoporsi a controlli frequenti anche inferiori a un anno».
Controllate quindi come si muove la vostra Regione e nel caso rientraste nell’età per beneficiare del servizio di screening gratuito ma non abbiate ricevuto la comunicazione non esitate a rivolgervi agli uffici territoriali di riferimento.