Malati di tiroide? Ecco gli aiuti da parte dell’Inps
Chi soffre di tiroide ha diritto a un aiuto da parte dell’Inps, tanto che in Rete si sta parlando di un «Bonus tiroide». In realtà non si tratta di un «bonus», ma di un’indennità (fino a un massimo di 550 euro) per chi ha un’invalidità superiore al 74%. Insomma, una cosa un po’ diversa.
Si sa, che, in base alle soglie di invalidità (si parte dal 34%) si hanno dei diritti e l’INPS assicura un indennizzo ai contribuenti che presentano patologie e disturbi della tiroide nella misura in cui la malattie condiziona lo svolgimento delle consuete attività quotidiane e lavorative. L’ente previdenziale valuta la gravità della patologia in base a specifiche tabelle ministeriali e di conseguenza modula l’aiuto economico o eventuali vantaggi (come i permessi lavorativi).
Per cui non è che chi ha la tiroide si deve ora mettere in coda contando di ritirare un assegno da 550 euro, né sperare in un «rimborso» stile bonus bicicletta. Non è così. Inoltre le patologie della tiroide che vengono prese in considerazione dalla Commissione sanitaria che effettuerà la valutazione sono solo alcune, nello specifico: i carcinomi tiroidei, il gozzo, l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo.
In più c’è tutto un iter per ricevere l’assegno Inps: bisogna presentare una domanda per l’accertamento dell’invalidità da parte della Commissione sanitaria e va presentata all’Azienda Sanitaria Locale chiedendo al medico di base di compilare sul sito inps.it il certificato introduttivo (a pagamento).
Nella domanda per l’invalidità è possibile richiedere che la Commissione valuti anche se si ha diritto ai benefici della Legge 104. Se sì, e se si è lavoratori dipendenti, possono spettare riposi orari o giornalieri. Si può anche fruire di un congedo straordinario retribuito, per un massimo di 2 anni nella vita lavorativa e ci si può avvalere del diritto di rifiutare il trasferimento di sede e il lavoro notturno.