Inquinamento domestico: che aria si respira in casa?
Siamo abituati a pensare che l’inquinamento sia solo quello che si registra tra le strade dell grandi città, eppure, anche quello domestico, fomentato da una vita – fino al 90% del nostro tempo – passata tra casa, ufficio, palestra, scuola, incide sulla nostra salute. L’aria che respiriamo negli ambienti interni può infatti contenere miriadi di sostanze, da particelle come polvere, allergeni e peli di animali domestici a gas, composti organici volatili (COV), NO2 e benzene. È quindi normale chiedersi quale sia il livello qualitativo dell’aria che respiriamo e le soluzioni per ovviare al problema.
A farlo è Dyson che ha commissionato a Toluna una ricerca per indagare la connessione tra inquinamento indoor e cucina, il luogo più inquinato della casa, approfondendo il tema della purificazione dell’aria e la rilevanza dei cattivi odori. Ne è emerso come la qualità dell’aria in cucina sia rilevante: il 70% del campione si dice preoccupato e questa percentuale tocca quasi l’80% per gli intervistati di Napoli (79% vs 72% per il campione di Milano e 75% per quello di Roma). Un dato che si accompagna a quello del tempo trascorso ai fornelli. Più della metà del campione cucina tutti i giorni, con una media di 6.1 giorni a settimana. Rispetto all’intero campione nazionale, passano più ore in cucina durante le festività gli intervistati di Roma (7.9 ore), mente quelli di Napoli trascorrono ai fornelli più ore nel corso della settimana (2.3) e del weekend (3.5). A Milano va il primato per il minor tempo passato in cucina durante la settimana, con 1.8 ore (vs la media di 2.2 del campione totale).
A preoccupare maggiormente gli intervistati sono gli odori e la presenza di batteri/virus, con una media del 22%. Il dato sale al 27% per gli intervistati di Napoli, che danno a questa problematica rilevanza maggiore persino rispetto agli odori. Un altro aspetto a cui il campione presta particolare attenzione sono funghi e muffe, ritenuti preoccupanti per una media del 22% degli intervistati.
Le soluzioni? Per risolvere la problematica gran parte del campione opta per l’areazione dell’ambiente, con l’apertura di porte e finestre (86%) o l’accensione della cappa/aspiratore (74%). Una piccola percentuale di italiani ha pensato di ricorrere a purificatori o apparecchi specifici (13% del campione, con un 16% degli intervistati di Roma). Tra le caratteristiche principali richieste da un purificatore, gli intervistati indicano che purifichi l’intera stanza (60%), elimini gli odori (stessa percentuale, 60%) e sia silenzioso (44%). Dyson, da sempre impegnata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche pensate per migliorare e supportare il benessere globale, ha un ventaglio di diverse proposte a questo proposito.
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