«Live – Non è la D’Urso» vince (solo) per Mediaset. E gli ascolti diventano un’opinione
Diffidate dai numeri, perché anch’essi saranno confutabili. Nella gara degli ascolti, quei dati che arrivano ogni giorno per dirci quali sono stati i programmi più visti di ieri, pare che non ci siano più scienze esatte. Ognuno interpreta le misurazioni secondo le proprie valutazioni, come se i numeri non fossero più numeri e non riuscissimo a dedurre da soli chi vince e chi perde. Eppure le rilevazioni Auditel di mercoledì 20 marzo sembravano parlare chiaro: vince il film di Raiuno Si accettano miracoli con il 14.4% di share e 3.295.000 spettatori, seguito dall’ultima puntata della seconda stagione de La Porta Rossa che raggiunge il 12.4% e 2.807.000 italiani davanti alla tv.
https://twitter.com/QuiMediaset_it/status/1108676435366027270Al suo secondo appuntamento, Live – Non è la D’Urso non riesce a replicare il dato della première, fermandosi al 14% (2.331.000 spettatori) pur chiudendo dopo l’una di notte. Il comunicato stampa diramato da Mediaset a metà mattina, però, è di tutt’altro avviso: si dice che il programma è «leader della sua fascia», che i picchi sono stati del 22.18% e che «vince» la serata. Il dato, se vogliamo, è ancora più critico se guardiamo alla sovrapposizione con Raiuno dalle 21.35 alle 23.29: se il film con Fabio De Luigi segna il 14.31%, la D’Urso si accontenta del 12.12%.
https://twitter.com/Raiofficialnews/status/1108656301993836549Non è la prima volta che i dati vengono interpretati cercando di assicurarsi la fascia del vincitore della serata a tutti i costi. È successo con il serale di Amici del 2018 che, pur di sottolineare il trionfo, ha scomodato il famigerato «target pregiato» dei giovanissimi come se le altre fasce d’età non fossero abbastanza degne. E anche con lo scontro fra le ultime edizioni di Domenica In e Domenica Live, con una guerra fra le conduttrici che parlava addirittura di «curve vere» (quella che hanno a disposizione tutti evidentemente non lo sono) e di «domeniche pomeriggio originali». Forse, in generale, bisognerebbe rilassarsi e capire che nella vita (e in televisione) talvolta si vince e talvolta si perde. E non muore nessuno.