Che cosa saresti disposto a fare per avere un’ora in più nella tua giornata?
La questione non è diventare delle macchine da guerra, superefficienti e votati all’iperproduttività, ma trovare il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata. E se fino a poco tempo fa era una necessità prettamente femminile, ora sembra proprio che pure gli uomini abbiano bisogno di recuperare più tempo: sarà il fatto che oggi i compiti familiari si stanno ridistribuendo (ebbene sì, capita anche a loro di fare la spesa o di portare i bimbi all’asilo), sarà che non sono rari i padri separati che, almeno un paio di volte a settimana, hanno sulle loro spalle la gestione dei pargoli, fatto sta che migliorare il proprio «time management» è diventata un’esigenza di tutti, papà, appunto, compresi.
«Oggi, con questa compenetrazione tra lavoro e vita privata, il rischio è quello che non ci sia mai una dimensione completamente libera, che ci si senta sempre sopraffatti, incapaci di creare dei limiti: il lavoro invade la vita privata, che, di necessità, di tanto in tanto è costretta a entrare in un lavoro sempre più pervasivo», spiega Anna Fais nel team di Organizzatessen, un gruppo di professional organizer, esperti consulenti di organizzazione personale, «Non basta più quella famosa qualità del tempo, ora si vuole dedicare ai figli anche una buona quantità: ai padri non basta più solo quella mezz’oretta serale, rosicata da una giornata infernale in ufficio. Ecco, noi aiutiamo proprio a ricavare questo tempo che manca, insegnando a selezionare, per non essere sommersi dal “tutto-troppo-sempre”. Facciamo sperimentare ai nostri clienti i principi del famoso metodo GTD (Getting Things Done) di David Allen, il guru della produttività americano, che rendiamo però più morbido. Abbiamo anche scritto un e-book, E vissero tutti organizzati e felici, un manuale di strategie di semplificazione della vita per lavorare meno e meglio».
E così, è proprio Anna Fais ad averci indicato le 6 regole auree per risparmiare tempo (oltreché denaro ed energie): da «La regola del 6» a quella della «mangia la rana», le trovate tutte nella gallery.