Karen Uhlenbeck, prima donna a vincere il premio Abel per la matematica
Non esiste il premio Nobel per la matematica e quindi non esiste statistica di quanto poco le donne lo abbiano vinto come gli altri riconoscimenti scientifici assegnati dall’Accademia di Svezia. Esistono diversi altri premi per la nobile arte dei numeri e anche questi finora erano stati appannaggio quasi esclusivo di menti maschili. Finora, perché ora uno dei più importanti riconoscimenti del settore, il premio Abel, è andato a una donna.
https://twitter.com/abel_prize/status/1107960709944500224L’Accademia norvegese delle scienze e delle lettere lo ha assegnato a Karen Uhlenbeck, professoressa, ora emerita, alla University of Texas di Austin per il fondamentale impatto del suo lavoro su analisi, geometria e fisica matematica.
https://twitter.com/TIMESUPNOW/status/1108053112932065281Questa studiosa è capace di raccontare in una formula matematica le bolle di sapone e ha studiato i modelli usati dai fisici quantistici, oltre ad aver postulato teorie applicate alla geometria che ora sono di uso comune. «Ha fatto cose che nessuno mai aveva pensato di fare» ha detto Sun-Yung Alice Chang, docente di Princeton che è stato membro del comitato che assegna il premio.
La signora Uhlenbeck, 76 anni nata a Cleveland, ha avuto la notizia richiamando Oslo domenica dopo la messa e non sa ancora cosa farà dei 700mila dollari del premio istituito nel 2003 e assegnato fino solo a 19 uomini compreso John Nash, il protagonista del film A Beautiful Mind.
Fino alla nascita di questo riconoscimento il premio più noto per la matematica è stata la Fields Medal, di solito data a chi ha meno di 40 anni, assegnata lo scorso anno all’italiano Alessio Figalli e vinta da una sola donna, Maryam Mirzakhani, nel 2014.
https://twitter.com/Princeton/status/1108017431832723459«Guardando indietro a quello che ho fatto mi sento molto fortunata», ha detto, «sono stata l’apripista di una generazione di donne che possono avere veri lavori in campo accademico. Sono consapevole di essere un modello per le donne che studiano matematica e so che quello che bisogna mostrare è quanto si può avere successo nonostante le nostre imperfezioni». Il suo modello? Non Marie Curie, ma Julia Child, la cuoca della tv americana impersonata al cinema da Meryl Streep.