Giornata Internazionale delle Foreste, quei milioni di alberi a terra da 5 mesi
In Italia il 2018 è stato l’annus horribilis della foreste. Su di loro si è abbattuto il peggior evento atmosferico di sempre. È la tempesta Vaia, con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 chilometri all’ora, che ha provocato enormi danni in un’area complessiva di 42.500 ettari di foreste. Sono 494 i comuni coinvolti tra Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Lombardia.
È questo evento disastroso, quello di maggior impatto agli ecosistemi forestali mai registrato fino ad oggi in Italia secondo ricercatori, scienziati e tecnici forestali coordinati dall’Università di Firenze, che l’Italia ricorda nella Giornata Internazionale delle Foreste. Le zone colpite sono quelle dove si trovano le foreste che producono 2/3 del legno da opera italiano e la stima dei danni prevede che siano stati abbattuti almeno tanti alberi quanti se ne tagliano normalmente in un tempo che va dai 5 ai 7 anni.
È un danno che si aggiunge a quelli fatti negli anni precedenti dai cambiamenti climatici: nel 2016 le gelate tardive, nel 2017 gli incendi invernali e la siccità.
«Da quasi 5 mesi ormai, 8,5 milioni di metri cubi di alberi, in un’area dove se ne tagliano meno di 1,5 all’anno», spiega Maria Cristina d’Orlando, presidente del PEFC Italia, il Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale. È anche un danno economico enorme: i proprietari dei boschi distrutti devono sostenere maggiori costi di taglio ed esbosco del legname, il legname, arrivato in grandi quantità, ha già perso di valore e ci sono costi di ripristino.
Il progetto Filiera Solidale propone un logo per il legname proveniente dall’allestimento delle piante abbattute da Vaia che «lo accompagnerà fino ai prodotti finali con la tracciabilità attraverso le varie trasformazioni». Spiega Maria Cristina d’Orlando: «PEFC chiede alle imprese di utilizzare il legno proveniente da Vaia, sostituendo in parte le importazioni, e ai consumatori di scegliere i prodotti fatti con questo legno: un’azione di solidarietà per il ripristino delle foreste distrutte da parte di tutto il settore del legno e della società civile italiana».
Il tema della Giornata Internazionale 2019 è «Foreste ed educazione – imparare ad amare le foreste». Soprattutto perché sono fondamentali per la vita. Spiega il WWF Italia che le foreste rappresentano l’habitat per il 75% della biodiversità e producono oltre il 40% dell’ossigeno terrestre, coprono il 31% delle terre emerse del Pianeta.
La deforestazione è una delle principali cause del riscaldamento globale: produce dal 12 al 20% delle emissioni di gas serra. Fra il 1990 e 2015, la superficie di foreste è diminuita di 129 milioni di ettari, un’area che equivale quasi all’intero Sudafrica. La perdita netta annuale media nel periodo 2010-2015 è stata di 3,3 milioni di ettari per la maggior parte di foreste naturali.
«Gli alberi», ha raccontato a Vanity Fair Giuseppe Barbera, professore ordinario di Colture Arboree all’Università di Palermo, ha scritto il libro Abbracciare gli alberi, edito da Mondadori, «sono generosi perché sono disposti a essere tagliati, come gli uomini sono al vertice di uno dei regni della natura. Sta nell’uomo la capacità di coltivare le foreste, la selvicoltura, la capacità di mantenere l’equilibrio».