L'affluenza alle 12 per il referendum sulle trivellazioni si attesta all'8,3. Secondo i dati del Viminale, riferiti ormai alla quasi totalità dei Comuni (7.708 su 8.000) sono andati a votare l'8,33% degli aventi diritto. Il dato si attesta all'8,36 per cento. Un termine di paragone può essere l'affluenza alle 12 del referendum del 2011, sull'acqua pubblica e sul nucleare, l'unico negli ultimi 20 anni a raggiungere il quorum col risultato finale del 54,8%: fu dell'11,3%. Allora, però si votava anche lunedì.Un altro raffronto si può fare col referendum del 1999 sull'abolizione della quota proporzionale del Mattarellum. Alla prima rilevazione il dato delle 11 era del 6,7% e alla fine votò il 49,58% degli aventi diritto.Gli elettori sono chiamati in sostanza a dire se vogliono che "quando scadranno le concessioni vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?". Si tratta di un referendum abrogativo: in caso di vittoria del Sì (ovvero Sì alla cancellazione di una parte della legge che le proroga "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale") le concessioni per gli impianti di estrazione di gas e petrolio entro dodici miglia dalla costa non verranno rinnovate.In caso di vittoria del No o di non raggiungimento del quorum la norma rimarrà in vigore così com'è, ovvero l'attività di estrazione potrà continuare fino all'esaurimento del giacimento. Per votare, l'elettore deve semplicemente barrare la casella con il Sì o quella con il No. Se il quorum dovesse essere raggiunto di poco (molti dei contrari in questo caso si sarebbero astenuti), è assai probabile che vincano abbondamente i Sì.