Putin, uno zar in declino: parata sottotono per il Giorno della Vittoria. Paura di attentati e malcontento
Alla vigilia delle celebrazioni del Giorno della Vittoria, Vladimir Putin appare sempre più un leader fiaccato e lontano dai fasti di una volta. Il timore di attentati, confermato dai report dei servizi europei, gettano un’ombra funesta sui festeggiamenti. Per quest’anno in tono decisamente minore. Il culto del Giorno della Vittoria rischia di trasformarsi in un boomerang per lo zar. Che deve rendere conto al mondo e all’opinione pubblica di un conflitto interminabile, oltre 4 anni (più lungo della guerra contro i nazisti), con un bilancio di perdite umane altissimo. Si parla di più di un milione di vittime.
Putin fiaccato e in declino, parata sottotono per la Vittoria
Insomma Mosca in queste ore ha poco da festeggiare sotto i continui attacchi con droni ucraini in tutta la Russia, compresa la capitale, che hanno ‘consigliato’ di chiedere un cessate il fuoco a Kiev per tutta la durata dei festeggiamenti. Gli organizzatori della parata, a causa di rischi per la sicurezza, hanno ridimensionato drasticamente l’evento, eliminando l’esibizione dei veicoli blindati e la marcia dei cadetti militari. Nella capitale russa, i servizi di telefonia mobile e Internet dovrebbero subire interruzioni per diversi giorni. Ma le cerimonie non subiranno limitazioni solo a Mosca e San Pietroburgo.
Cresce il malcontento per una guerra interminabile
I morti sul campo – riporta il Wall Street Journal – l’economia al collasso e gli attacchi missilistici quotidiani hanno provocato negli ultimi mesi un profondo malcontento. La sfida più grave che il regime di Putin abbia dovuto affrontare finora, E che potrebbe rivelarsi più insidiosa del fallito colpo di stato di Evgenij Prigozhin nel 2023.
Gli oppositori: non siamo degni della memoria dei nostri nonni
“Ogni giorno che passa da allora rafforza la sensazione che non siamo degni della memoria dei nostri nonni”. Così Abbas Gallyamov, già autore dei discorsi di Putin e ora politico dell’opposizione residente all’estero, citato dal quotidiano americano. “Putin ha creato questo culto, e ora gli si sta ritorcendo contro”. Una crisi di consensi graduale smentita rigorosamente dalla propaganda di regime. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ripete che la guerra ha determinato un “fenomenale consolidamento della società attorno al presidente”. La verità è ben diversa.
Mosca blindata, drastica riduzione della sfilata
E si avverte anche dalle parole di chi all’inizio dell’occupazione ucraina sosteneva convintamente la guerra, che sarebbe dovuta essere lampo. “I nonni nella Seconda guerra mondiale a quest’ora avrebbero già raggiunto Berlino. Mentre noi per qualche motivo continuiamo solo a scuotere i pugni e a dire sciocchezze sulle linee rosse”. È il giudizio tranchant di Anastasia Kashevarova, ex sostenitrice del conflitto.
Lo zar perde l’aurea di splendore dei tempi d’oro. I report dei servizi europei – citati dalla Cnn – restituiscono il profilo di un uomo provato, sempre più isolato e concentrato ossessivamente sulla guerra. Putin trascorrerebbe lunghi periodi in bunker sotterranei seguendo da vicino anche gli aspetti operativi del conflitto.
Il leader russo non è visto più come il protettore
Il leader russo – spiega Alexander Baunov, ricercatore senior presso il Carnegie Russia Eurasia Center – “non è più visto come il protettore. Non è più visto come Superman. Se potesse scegliere liberamente, Putin non organizzerebbe questa parata. Non vuole esporsi all’aperto, visti i danni subiti dalla difesa aerea russa, e il modo in cui i droni e i missili ucraini stanno scegliendo dove volare”.
Tregua con Kiev a partire dalla mezzanotte dell’8 maggio
Il Cremlino quindi ha confermato che, a partire dalla mezzanotte di oggi, entrerà in vigore una tregua di due giorni della guerra contro l’Ucraina, che coincide con la parata patriottica di sabato, dopo aver ignorato un cessate il fuoco ucraino all’inizio della settimana. “Sì, stiamo parlando dell’8 e del 9 maggio”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo a una domanda dei giornalisti.
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