A Genova manifesti choc contro gli Alpini. Il centrodestra in difesa delle penne nere, sinistra muta
Clima avvelenato a Genova alla vigilia dell’Adunata nazionale degli Alpini, attesa nel weekend con oltre 400mila presenze. In città sono comparsi manifesti offensivi e provocatori: “Saluti da Genova” con la cattedrale di San Lorenzo in fiamme e la scritta shock “Alpini assassini”.
Un attacco diretto e senza precedenti contro le penne nere, simbolo di solidarietà e sacrificio, che ha indignato cittadini e istituzioni.
A soffiare sul fuoco anche la rete femminista “Donne per la Politica odv”, che sta diffondendo sui social il volantino “Ha da passà l’adunata”. Nel mirino presunti episodi di molestie durante l’edizione 2022 di Rimini, accuse mai confermate da alcun riscontro giudiziario.
Non solo: nel materiale circola anche un assurdo decalogo per “difendersi” dagli Alpini, dipinti come portatori di una cultura “militarista e patriarcale”. Un racconto ideologico che dipinge l’Adunata come una minaccia per donne e comunità LGBTQIA+, alimentando tensione e divisioni alla vigilia di un evento popolare.
Durissima la reazione del centrodestra. “Piena solidarietà agli Alpini per questi manifesti vergognosi”, ha scritto il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Le penne nere sono memoria viva della nostra Nazione, esempio di onore, generosità e spirito di sacrificio”.
Per il viceministro Edoardo Rixi si è superato il limite: “Distorcere la realtà e infangare una storia fatta di solidarietà significa oltrepassare ogni confine di civiltà”.
Ancora più netta la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, che denuncia un clima ideologico pericoloso: “Si stanno avallando attacchi indegni contro un Corpo che ha scritto pagine gloriose della storia italiana. Così si alimenta una deriva di delegittimazione inaccettabile”.
E mentre le polemiche montano, resta la certezza che Genova saprà rispondere con il calore e il rispetto che gli Alpini meritano, respingendo odio e provocazioni.
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