25 aprile, Meloni in silenzio sugli spari a Roma: la premier twitta su disordini e Trump, ma tace sui manifestanti feriti
La solidarietà a Trump, la condanna dell’allontanamento della Brigata ebraica e dell’aggressione ai politici con la bandiera ucraina, gli auguri al “carabiniere più longevo d’Italia“. Ma nemmeno una parola sui due manifestanti iscritti all’Anpi feriti da colpi di pistola ad aria compressa a Roma. Inizia a notarsi il silenzio selettivo di Giorgia Meloni, che nelle ultime ore è intervenuta due volte sui social a commentare l’attualità senza mai citare il grave episodio avvenuto dopo il corteo del 25 aprile nella Capitale. Eppure la premier, nel suo post di sabato sera, non ha risparmiato giudizi sugli altri episodi di ordine pubblico che hanno caratterizzato la festa della Liberazione: le “aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina”, le “immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione”, i “sindaci contestati e insultati“, i “cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati, la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, ha accusato.
Nel lungo elenco però non c’è traccia degli spari nella Capitale, come ha sottolineato il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: “La presidente del Consiglio conferma che con i valori del 25 aprile continua ad avere ben poca dimestichezza. Abbiamo un problema. Ricapitolando: si è pure dimenticata degli spari ai militanti dell’Anpi a Roma”, scrive sui social. E pure il leader di Azione Carlo Calenda, ultimamente piuttosto vicino alla maggioranza, condanna il post che definisce “furbetto e non adeguato a una presidente del Consiglio”: “Non puoi ignorare deliberatamente, nella tua lista, l’episodio avvenuto a Roma che ha visto due persone colpite perché indossavano i fazzoletti dell’Anpi”, scrive rivolgendosi a Meloni. “Spiace che ancora una volta tu perda l’occasione per unire il Paese contro tutte le violenze, non solo contro quelle di una parte. Esiste uno scatto istituzionale che ti manca, quello di prendere consapevolezza dei doveri che la tua carica comportano. Sei la presidente di tutti gli italiani, non degli italiani di destra”.
Domenica mattina ecco un nuovo post sull’attentato di Washington, dove un uomo ha sparato durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca a cui era presente Donald Trump: “Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al presidente Trump, alla first lady Melania, al vice presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre nazioni”, scrive Meloni alle 11. Subito prima aveva pubblicato un video emozionale: i festeggiamenti per il compleanno di Guerino Pantani, il carabiniere più longevo d’Italia, “immagini che toccano il cuore”. Ma sugli spari che hanno ferito due persone nella Capitale ancora nulla.
Così a sottolineare il silenzio interviene anche Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi: “Ieri a Roma due persone che portavano il fazzoletto dell’Anpi sono state ferite a colpi di pistola da un motociclista sconosciuto. Un evento gravissimo, mai avvenuto in passato. Lo ho immediatamente segnalato durante il mio intervento a Milano in piazza Duomo. La presidente del Consiglio ha denunciato vari casi di tensione durante le manifestazioni del 25 aprile, compreso Milano naturalmente, affermando: “Abbiamo un problema”. Ma non ha detto una parola sul ben più drammatico accadimento romano. Francamente, è sconcertante. In effetti abbiamo un problema”, dichiara.
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