Omicidio nel parcheggio a Pavia: il 16enne fermato rimane in carcere
Pavia. Alle 9.30 di giovedì 23 aprile il 16enne fermato per l’omicidio di Gabriele Vaccaro si è presentato davanti alla gip per l’udienza di convalida d’arresto. Lo ha fatto accompagnato dai suoi avvocati difensori, Barbara Ricotti e Filippo Beolchini. La giudice Laura Margherita Pietrasanta, la stessa che si era occupata della strage di Paderno Dugnano (nel 2024 un 17enne uccise la madre, il padre e il fratello 12enne), ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare. Il ragazzo rimane quindi in cella al carcere minorile Cesare Beccaria di Milano.
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L’interrogatorio
Durante l’interrogatorio il 16enne ha confermato la versione dei fatti già raccontata quando è stato ascoltato in questura la sera di domenica 19 aprile, a meno di 24 ore dalla morte di Gabriele Vaccaro. Il 25enne è stato colpito con un fendente alla gola nel parcheggio dell’ex area Cattaneo dopo una serata passata in centro a Pavia. Le immagini della videosorveglianza mostrano il 16enne estrarre un oggetto contundente (mai ritrovato) al culmine di una lite di una decina di minuti tra i gruppi dei due ragazzi. Come dice l’avvocata Ricotti, il suo assistito ha spiegato che «l’aggressione è iniziata dall’altro gruppo».
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Il 25enne è morto a causa della coltellata ricevuta alla gola. Dopo la ferita, gli amici che erano con lui non lo hanno portato subito in ospedale, ma sono prima rientrati nell’appartamento del Vallone dove alloggiava. Quando è stato portato in pronto soccorso non c’è stato più nulla da fare. «Attendiamo l’esito dell’autopsia (fissata per venerdì 24 aprile, ndr) – prosegue Ricotti –. Sarà fondamentale capire le cause della morte e soprattutto se un soccorso immediato avrebbe potuto salvare la vittima».
I legali del 16enne hanno nominato come medico legale di parte Novella D’Agostini, che assisterà all’esame autoptico disposto dalla procura dei minori.
«Il ragazzo è distrutto»
«Il nostro assistito sta prendendo sempre più consapevolezza di quanto accaduto – spiega l’avvocata Ricotti –. Non mangia e dorme poco, è distrutto».
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Al termine dell’udienza di giovedì 23 aprile gli è stato concesso di vedere i genitori per pochi minuti. Poi il 16enne è rientrato in cella.
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