Dolce vita, agevolazioni fiscali e governo stabile: la Bcc incorona l’Italia come nuovo paradiso dei ricchi
L’Italia si sta imponendo come meta privilegiata per i super-ricchi globali, registrando un afflusso record attratto dalla “dolce vita” e da un regime fiscale agevolato che, nonostante l’aumento a 300.000 euro annui nel 2026, risulta altamente competitivo. Lo riporta la Bcc, sottolineando che questo sistema, unito a una stabilità politica percepita come superiore rispetto ad altri Paesi europei, sta guidando un significativo afflusso di capitali e un boom immobiliare di lusso, in particolare a Milano.
Il capoluogo lombardo sfida hub come Dubai e Londra, offrendo vantaggi su imposte di successione e donazioni, scatenando al contempo dibattiti interni sulla disparità fiscale.
Francia in difficoltà: molti lasciano Parigi per Roma
“Ho amici che si sono trasferiti qui per motivi fiscali e altri che ci stanno pensando,” dice al giornalista della BBC un cittadino francese che si è trasferito a Roma. “Per chi paga davvero molte tasse, l’Italia è molto attraente per via della sua “flat tax”. L’intervistato racconta al reporter inglese «che ha due ricchi amici francesi che si sono trasferiti in Italia negli ultimi mesi, ma venivano dal Regno Unito. Entrambi lavoravano nella finanza nella City di Londra ed erano desiderosi di trasferirsi in un luogo dove il regime fiscale fosse favorevole a loro quanto quello della Gran Bretagna prima che cambiasse le regole per i ricchi residenti stranieri».
Il beneficio della flat tax che attrae la migrazione ricca
«Anche a 300.000 euro, la flat tax italiana è ancora bassa per chi guadagna più di un milione d’euro all’anno rispetto a qualsiasi altra parte d’Europa. E significa che ottieni certezza e chiarezza fiscale, nel cuore dell’Europa, invece di dover andare lontano» spiega Peter Ferrigno, direttore dei servizi fiscali presso Henley & Partners, specialisti in migrazione ricca.
«Ogni settimana abbiamo incontri con persone che vorrebbero lasciare la Francia», aggiunge l’avvocato tributarista con base a Parigi Jerome Barre. «Sono scontenti della situazione fiscale ora e temono che in futuro diventi più dura. Le persone non sono sicure del clima politico. Le tasse cambiano molto, quasi ogni anno. La gente ha paura che, dopo l’elezione del nuovo presidente nel 2027, le cose possano diventare più difficili di oggi», afferma. Meglio l’Italia, più stabile e affidabile della Francia. Ma Roma e Milano diventano concorrenziali persino con Dubai.
Dubai in affanno, nel 2026 molti ricchi verranno in Italia
Lo scorso anno, secondo Henley & Partners, Dubai è stata di gran lunga la destinazione numero uno per i milionari in migrazione. Ma con il conflitto in Medio Oriente in corso, nonostante l’offerta imbattibile degli Emirati Arabi Uniti con le tasse a zero per i super ricchi, la guerra potrebbe far cambiare idea a molti.
«Quel numero – precisa il servizio della Bcc – è destinato a crollare nel 2026 e, con la sua offerta attraente per i più ricchi, oltre alla sua reputazione per la dolce vita, potrebbe essere l’Italia a beneficiarne».
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