Lorenzo Musetti molto indietro di condizione. Corsa contro il tempo verso il Roland Garros
In evidente ritardo di condizione, Lorenzo Musetti è chiamato a ritrovarsi sulla sua superficie d’elezione, la terra rossa, mentre il calendario incalza e la classifica presenta scadenze tutt’altro che trascurabili. Il toscano è uscito di scena ieri nei quarti di finale dell’ATP 500 di Barcellona, sconfitto nettamente dal francese Arthur Fils.
Nel torneo catalano si sono intravisti segnali di ripresa, rispetto a Montecarlo, dove era emersa con chiarezza la mancanza non solo di ritmo partita, ma anche di quel margine competitivo nei momenti chiave. L’infortunio serio accusato in Australia — mentre stava esprimendo uno dei migliori livelli della sua carriera contro Novak Djokovic — ha lasciato strascichi significativi. Non si tratta soltanto di recupero fisico, ma soprattutto di ricostruzione mentale.
In Spagna, quello spirito combattivo si è rivisto, ma sono mancate le fondamenta che avevano sostenuto la sua scalata fino alla top 5. Il nodo resta la fiducia nei propri mezzi, insieme alla necessità di rendere più incisivo il suo tennis di costruzione. La condizione atletica è in crescita, ma a latitare sono quegli elementi che, ad alto livello, determinano la differenza. Lo si è visto chiaramente nel confronto diretto con Fils: anche il francese, reduce da un periodo complicato per via di un infortunio, ha saputo però ricomporsi progressivamente, rimettendo insieme i pezzi del proprio gioco.
Un percorso che attende anche Musetti, ma con un’agenda più pressante: le “cambiali” in classifica sono pesanti e il tempo stringe, soprattutto con l’avvicinarsi del Roland Garros, dove un Musetti al massimo della forma può ambire a risultati importanti — ben lontani da quanto mostrato finora, in una versione decisamente depotenziata. A Madrid (22 aprile – 3 maggio) serviranno segnali concreti, in un Masters 1000 che, peraltro, sarà segnato da assenze di rilievo come Carlos Alcaraz e Djokovic.
Nel 2025 Musetti aveva raggiunto la semifinale nella capitale spagnola (fermato da Jack Draper), confermando poi la propria solidità con i penultimi atti a Roma e Parigi. Oggi, però, il tempo per ritrovare quel livello è limitato: occorre tornare rapidamente a disegnare tennis con la stessa lucidità e continuità di dodici mesi fa.