Garlasco, clamorosa svolta informatica: nel pc di Chiara Poggi ci sarebbe il movente
Il delitto di Garlasco si rimette subito in moto, e lo fa da dove ci fosse uno stallo pressoché irrisolvibile: dal computer di Chiara Poggi. Mentre le indagini sembravano ormai avviarsi verso la chiusura, le ultime indiscrezioni hanno riacceso i riflettori sul fascicolo. Nella nuova consulenza informatica affidata al professor Francesco Dal Checco sarebbero emersi elementi di rilievo, forse decisivi, che potrebbero riscrivere almeno in parte la traiettoria dell’inchiesta.
Cosa dice la perizia informatica
Dopo la deposizione della consulenza medico-legale della dottoressa Cattaneo e i risultati dell’analisi del Ris di Cagliari, la perizia informatica sembrava l’ultimo tassello prima della chiusura. Ma le cose, ancora una volta, non sono andate come previsto.
Secondo quanto riportato dall’inviato Emanuele Canta a Mattino Cinque, infatti, dal pc di Chiara Poggi sarebbero arrivate «notizie molto importanti». L’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, ospite del programma condotto da Federica Panicucci, è andato oltre: gli inquirenti avrebbero «già individuato il movente» all’interno di quel dispositivo.
Una pista che porta fuori da Garlasco
I contenuti della perizia Dal Checco restano per ora riservati, in attesa della fase di «scoperta». Ma le indiscrezioni disegnano uno scenario inedito. Sì, Canta parla di una pista «ben precisa», che potrebbe riguardare «un’area non distante da Garlasco», allargando il raggio delle indagini con possibili nuovi nomi e nuovi luoghi.
Gallo si è detto sulla stessa lunghezza d’onda: «In quel computer ci sono cose scottanti che portano un po’ fuori dal territorio di Garlasco». Una dichiarazione che, se confermata, potrebbe segnare una svolta clamorosa, anche perché le indiscrezioni parlano non solo di elementi nuovi, ma anche di conferme ad alcune ipotesi già in mano alla Procura, che potrebbero riguardare Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio, il cui nome compare in due chat rinvenute nel pc.
Perché la proroga di Dal Checco cambia tutto
Vi è un dettaglio che, riletto oggi, acquista un peso decisamente diverso. Lo scorso mese il professor Dal Checco aveva chiesto una proroga per completare il suo lavoro. All’epoca era sembrato un atto di routine. Ora, alla luce di quanto trapela, quella richiesta potrebbe raccontare qualcosa di più: il consulente potrebbe cioè essersi imbattuto in qualcosa di inaspettato, qualcosa che ha reso necessario più tempo e più attenzione.
Insomma, il caso Garlasco resta aperto, più vivo che mai. E il computer di Chiara Poggi, 19 anni dopo, potrebbe avere ancora molto da dire. In attesa di conoscere il destino di Andrea Sempio e Alberto Stasi.