Tre giorni fa un’operazione congiunta dell’antiterrorismo spagnolo e francese ha portato all’arresto in Francia del 40enne David Pla e della 43enne Iratxe Sorzabal, ritenuti dalle autorità gli ultimi due leader dell’ex gruppo armato separatista dell’Eta, acronimo di “Euskadi ta azkatasuna” che tradotto in italiano significa “Paese basco e libertà”.Il blitz, organizzato da giorni dalla polizia francese e dalla Guardia Civil spagnola con il nome in codice “Pardines”, in memoria dell’agente Josè Antonio Pardines, ucciso nel 1968 a Villabona e prima vittima del gruppo separatista basco, è avvenuto a Saint Etienne de Baigorry, vicino al confine con la Spagna.Gli agenti, secondo quanto riportano i media spagnoli, avrebbero sorvegliato per diversi giorni una pensione dove sapevano che gli ultimi capi dell’Eta si sarebbero dovuti incontrare. Insieme a Pla e Sorzabal, dovrebbero essere stati arrestati anche altri due militanti dell’organizzazione.In un primo momento si era ipotizzato che a finire in manette c’era anche Josè Antonio Urrutikoetxea, storico leader del gruppo ed ex-deputato regionale. La notizia però, ad ora, non è stata confermata e non sono state rese note le generalità delle altre due persone arrestate. Secondo Jorge Fernández Díaz, ministro dell’Interno spagnolo, questi arresti “decapitano definitivamente la cupola dell’Eta”. “La struttura militare – ha continuato il ministro - era già praticamente estinta, mancava quella politica”.Il 20 ottobre del 2011 il gruppo basco aveva annunciato tramite un video la fine della lotta armata, senza però mai consegnare le armi e senza rinunciare alle sue richieste indipendentiste. “L’Eta – spiegavano nello storico annuncio i militanti dell’organizzazione - ha deciso la definitiva cessazione delle sue attività armate. E chiede ai governi di Spagna e Francia di aprire un processo di dialogo diretto”. Proprio a Pla e Sorzabal si attribuisce la lettura di questo comunicato nel video diffuso.La donna arrestata, che è entrata a far parte dell’Eta negli anni novanta, è stata recentemente condannata da un tribunale francese per l’uccisione nel 2007 di due poliziotti. L’uomo, invece, dopo essere stato espulso dalla Norvegia - da dove aveva provato ad iniziare delle trattative con il governo spagnolo - viveva in latitanza in Francia. Sempre in Francia, secondo la polizia spagnola, si troverebbero nascosti altri dieci militanti del gruppo. Gli ultimi.L’Eta - nata nel 1959 da un gruppo di studenti universitari di Bilbao in rotta con il Partito nazionalista basco - ha sempre avuto come obiettivo quello di creare l’Euskal Herria, uno Stato socialista che dovrebbe comprendere le province dell'attuale comunità autonoma spagnola di Euskadi, la comunità autonoma di Nafarroa e le tre province del sud-ovest della Francia, quelle di Lapurdi, Zuberoa e Baxenabarre.Il gruppo separatista basco - che è considerato responsabile di più di 800 uccisioni, per la maggior parte agenti di polizia e militari - ha sempre sostenuto, almeno fino al 2011, che la propria lotta sarebbe dovuta andare avanti sia impugnando le armi, sia attraverso la politica. Non a caso il simbolo dell’organizzazione è un serpente che si avvolge attorno ad un’ascia. Il serpente raffigurerebbe la politica e l’ascia la lotta armata. A chiudere, nel basso, troviamo il motto “Bietan jarrai” che significa “perseguire entrambi”.Ora l'ascia di guerra è stata seppellita e i militanti quasi tutti arrestati. Difficilmente, però, si cancellerà il sogno del popolo basco. Un sogno ancora molto sentito e che, poco più di un anno fa, avava fatto sfilare per le strade di Bilbao circa 100mila persone in supporto dei propri detenuti politici.