Land art, il parco da fiaba è nel mezzo della campagna russa
Il villaggio di Nikola-Lenivets (220 chilometri a sudovest di Mosca, nella regione di Kaluga, ndr) è una combinazione di elementi apparentemente incompatibili: opere d’arte contemporanea sullo sfondo del più tradizionale panorama bucolico russo, fatto di pascoli, fiumi, campi e strade sterrate.
In gran parte inserito all’interno dei confini del Parco Nazionale dell’Ugrà, questo museo a cielo aperto conta oltre trenta opere di Land art, poste senza soluzione di continuità nel bel mezzo dei prati e dei boschi. Molte sono riuscite a sopravvivere fino a oggi al caldo estivo, alle piogge torrenziali, agli inverni nevosi, fin dai tempi del primo Festival “Archstoyanie” che si tenne nel 2006, mentre altre in legno sono lentamente state riassorbite dalla natura.
C’è un sacco di arte da queste parti. Ecco le sette opere che ci sono piaciute di più e alcune informazioni pratiche per organizzare il vostro viaggio a Nikola-Lenivets.
Beaubourg
Fonte: TASS/Sergei Bobylev
Simile a un polpo interplanetario, l’opera Beaubourg (2003) è completamente realizzata intrecciando ramoscelli di betulla ed è alta come un palazzo di sette piani. Quando passeggiate all’interno delle sue colonne a forma di tubo, i raggi di luce che filtrano attraverso i rami danno l’impressione che il tutto si muova.
L’opera si chiama come l’antico quartiere nel quarto arrondissement di Parigi, dove sorge il Centre Pompidou. Nikolaj Polisskij ha detto che i ricordi di una gita a Parigi lo hanno ispirato per tutti i 18 mesi necessari a realizzare l’opera.
Assalto al cielo
Fonte: Yulia Shandurenko
Il collettivo di architetti russi “Manipulazione internazionale” nel 2012 ha unito numerose scale di legno in una intricata combinazione, lungo la quale i visitatori possono arrampicarsi, imitando il tentativo di raggiungere gli obiettivi esistenziali. Se lo farete, capirete perché gli autori di questa scala posta all’assalto del cielo hanno definito l’opera “un’espressione simbolica del continuo sforzo verso l’irraggiungibile”.
L’Arco
Fonte: Sergei Slutskij
L’Arco (2012) di Boris Bernaskoni è una splendida costruzione nera, un po’ porta trionfale e un po’ torre, costruita unicamente con tavole lunghe sei metri.
Sorge al confine tra il bosco e un vasto prato e sembra un portale tra due mondi.
Le scale a chiocciola conducono fino alla piattaforma panoramica, mentre dalla scala nel secondo pilone si può scendere nella isolata “stanza dell’artista”.