"Sarebbe prossimo" il rilascio dei cinque attivisti italiani fermati oggi a Mosca. Lo riferisce Antigone sul proprio profilo Facebook. Per loro era scattato un fermo amministrativo alle 15 (ora italiana). I cinque - tre attivisti di Antigone, il presidente nazionale di Arcigay e la direttrice di A Buon Diritto - si trovavano a Ninzhny Novogorod presso la sede dell’Ong russa "Committee Against Torture". L’incontro era stato organizzato dall’associazione russa ’Man and Law’, partner di Antigone in un progetto di scambio con la società civile russa. Fin dal primo momento - spiega Antigone - sono stati allertati l’ambasciata italiana in Russia e il ministero degli Esteri, nella persona del sottosegretario agli Esteri Enzo Amendola, che stanno "lavorando con grande sollecitudine al rilascio dei cinque, cui vengono contestate mere violazioni di carattere amministrativo legate ai motivi della presenza in Russia. Attualmente sono trattenuti in una caserma delle forze dell’ordine russe". "Tutti - conclude Antigone - hanno libertà di comunicazione e sono stati trattati finora in modo rispettoso".