Le frasi choc nelle nuove intercettazioni di Sempio: «Chiara rifiutò il mio approccio»
Pavia. Lui non ha parlato, ma i magistrati sì. Per quasi tre ore. Il procuratore aggiunto Stefano Civardi ha scoperto le carte elencando ad Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco e ieri interrogato in procura, tutti gli elementi di prova raccolti in mesi di indagine. Tra questi ce n’è uno, rivelato dal Tg1, che ha del clamoroso e che potrebbe davvero riscrivere la storia dell’omicidio di Chiara Poggi: una intercettazione in auto del 14 aprile 2025, un mese dopo l’avviso di garanzia, in cui Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, dice, mentre è da solo, di avere chiamato Chiara Poggi alcuni giorni prima del delitto e di avere tentato un approccio. Lei avrebbe detto: «Non ci voglio parlare con te», prima di riattaccare.
Il video
A Sempio sono state lette in sintesi anche altre intercettazioni, una dozzina in tutto, alcune ambientali e altre telefoniche. Soliloqui, ma anche dialoghi con altre persone. Tra queste una in cui dice di avere «visto il video di Chiara e Alberto Stasi», un filmato intimo che si trovava sul computer di casa Poggi, collocato in una cartella che la stessa ragazza decise di proteggere con una password qualche settimana prima del delitto. «Sono audio del tutto decontestualizzati e infarciti di “non comprensibile” – commenta l’avvocata Angela Taccia, che difende Sempio insieme a Liborio Cataliotti –. Sempio si limitava a commentare scimmiottando un podcast o una trasmissione radio che parlava di una teoria sull’omicidio di Chiara che lui non condivideva. Ne dovremo parlare con calma con lui». E il video? «Non lo ha assolutamente visto», taglia corto.
Gli interrogatori
Le stesse intercettazioni sono state fatte sentire al fratello della vittima e amico dell’indagato, Marco Poggi, ascoltato come testimone, sempre in procura, prima di Sempio. Poggi è arrivato molto prima dell’appuntamento delle 10 previsto per l’audizione di entrambi, eludendo la schiera di telecamere e giornalisti appostata dal mattino presto ai due ingressi principali del tribunale, entrando e poi uscendo da una porta più defilata che porta in via Romagnosi.
I due amici sono stati interrogati in stanze separate, Sempio dal pm Civardi e Poggi dalle magistrate Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, e non si sono mai incontrati. Il fratello della vittima ha risposto a tutte le domande, negando di avere mai visto con Sempio video intimi della sorella sul computer di casa. Fino alla fine ha difeso l’amico, anche se non ha saputo dare una spiegazione del contenuto delle intercettazioni, in particolare quelle in cui Sempio parlava, da solo, della sorella. La ragazza con cui non aveva contatti e con la quale si scambiava, a suo dire, solo “ciao e ciao”.
L’intercettazione
Nell’intercettazione captata in auto Sempio direbbe di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era Marco e di aver parlato pochi secondi con Chiara. Le chiamate che compongono il quadro indiziario insieme alla traccia di Dna sulle unghie della vittima, allo scontrino del parcheggio e all’impronta palmare sul muro della cantina, sono tre: Sempio chiama il 4, il 7 e l’8 agosto. «Delle tre chiamate… lei ha detto… “non ci voglio parlare con te” (imitando una voce femminile, ndr) e… io gli ho detto “riusciamo a vederci” (riferendosi alla propria risposta, ndr) e (poi imitando voce femminile) lei mi ha messo giù. Ah ecco che fai la dura (ride, ndr), ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo». Poi parla di un video: «Lei dice “non l’ho più trovato”, poi io ho portato il video. Anche lui lo sa… Con quel video e io ce l’ho dentro la penna». L’avvocato Cataliotti non ci sta: «Confessa quando sa che è intercettato? Molto strano. Voglio sentire l’audio. Lui ci ha detto che è in grado di spiegarlo».