L’Onu chiede a Israele di liberare Thiago Avila e Saif Abukeshek: “La solidarietà non è un crimine”
Mentre la detenzione arbitraria di Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla, è stata estesa di altri sei giorni, a chiedere la liberazione degli attivisti è anche il portavoce dell’ufficio delle Nazioni unite per i diritti umani Thameen Al-Kheetan: “Israele deve rilasciarli immediatamente e senza condizioni “, ha detto. “Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”. I due attivisti “continuano a essere trattenuti senza accusa”. Il portavoce ha anche citato gli “inquietanti” resoconti di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che “devono essere indagati”. Infine, l’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani chiede anche “la fine dell’uso da parte di Israele della detenzione arbitraria e di una legislazione antiterrorismo vaga e generica, incompatibile con il diritto internazionale in materia di diritti umani”. Israele, ha concluso, “deve inoltre porre fine al blocco di Gaza, nonché consentire e facilitare l’ingresso di aiuti umanitari in quantità sufficienti”.
Intanto oggi Francesca Albanese, relatrice Onu per la Palestina e i territori occupati, ha incontrato la vicepresidente del governo, Yolanda Diaz e il ministro degli Esteri, José Manuel Albares. “La loro cattura è criminale. Devono essere liberati immediatamente”, ha detto da Madrid, parlando al Museo Reina Sofia e davanti al celebre “Guernica” di Pablo Picasso, simbolo universale dell’orrore della guerra. Albanese ha anche fatto appello all’Ue ad esercitare “tutta la pressione” su Israele perchè i due attivisti, gli unici dei 175 fermati dall’esercito israeliano ancora detenuti, siano rilasciati. “L’Europa deve esercitare tutta la pressione necessaria: o si rispettano le norme fondamentali dello stato di diritto o si scivola nella barbarie”, ha rilevato la relatrice. “Quanto accaduto dimostra fin dove può spingersi Israele, ma anche gli Stati Uniti”, ha anche detto Albanese, oggetto di sanzioni da parte dei due Paesi. Rifefendosi ai due attivisti, in sciopero della fame in carcere in Israele, Albanese ha ribadito: “Sono detenuti in centri che so essere luoghi di tortura. Devono essere rilasciati subito”. Nel frattempo, il premier Pedro Sanchez ha chiesto in una lettera alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, di attivare “lo statuto di blocco” per neutralizzare le sanzioni statunitensi contro Albanese e giudici e procuratori della Corte penale internazionale, informa la Moncloa.
In Italia a farsi sentire è il M5s che chiede al governo italiano di intervenire: “I due attivisti della Flotilla”, hanno scritto in una nota i parlamentari delle commissioni Esteri di Camera e Senato, “sono stati prelevati a forza da un’imbarcazione battente bandiera italiana nel corso di un atto illegale di pirateria in acque internazionali. Un sequestro di persona su cui la Procura di Roma ha aperto un’indagine proprio in virtù della competenza giurisdizionale italiana legata alla territorialità dell’imbarcazione su cui è avvenuto il reato. Su questo il governo italiano non ha detto una parola e non ha mosso un dito, lanciando un gravissimo messaggio a Israele e al mondo: il governo italiano non rivendica la sua sovranità e quindi non garantisce la tutela dell’interesse nazionale e il rispetto del diritto internazionale sul suo territorio nazionale. Alla faccia del patriottismo e del sovranismo di questa maggioranza di governo, Meloni e Tajani continuano a dare prova di soggezione e sudditanza verso un governo criminale e chi li protegge”. Il M5s ha quindi annunciato di aver deposito in Senato un’interrogazione al governo e alla Camera di aver richiesto un’informativa urgente del ministro Tajani.
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