Garlasco, finita l’audizione di Marco Poggi, Sempio ancora davanti al pm. Gli indizi emersi finora
GARLASCO. E’ durata poco meno di due ore l’audizione di Marco Poggi, fratello della vittima, in procura a Pavia. Il servizio di sicurezza ingente davanti al tribunale lo ha fatto entrare da un ingresso secondario: Poggi era senza avvocati, è infatti stato convocato per sommarie informazioni testimoniali, come testimone. Dallo stesso ingresso se n’è andato poco fa, circa 20 minuti prima di mezzogiorno. Anche Andrea Sempio questa mattina poco prima delle 10 è entrato dal passo carraio posizionato sul retro, accompagnato invece dai suoi legali.
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In corso anche l’interrogatorio di Andrea Sempio: a fare le domande è il procuratore aggiunto Stefano Civardi.
La convocazione
Per la prima volta dall’avvio delle indagini, ormai oltre un anno fa, questa mattina Andrea Sempio potrà sedersi davanti ai pm che lo accusano. Mercoledì 6 maggio, alle 10, è previsto in procura a Pavia l’interrogatorio dell’indagato, commesso di 38 anni e amico del fratello della vittima, che per i magistrati Stefano Civardi, Alberto Palermo e Giuliana Rizza avrebbe ucciso Chiara Poggi, la mattina del 13 agosto 2007. Delitto per il quale è stato già condannato a 16 anni di carcere Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della ragazza.
Alla stessa ora è stato convocato in procura a Pavia anche il fratello della vittima, Marco Poggi. I pm potrebbero chiedere conto delle frequentazioni della casa in quegli anni, dei rapporti con l’indagato e soprattutto dell’utilizzo di un computer fisso in casa Poggi oggetto di una consulenza disposta dalla procura e depositata un paio di settimane fa.
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La difesa di Sempio
Tra Sempio e i Pm sarà un faccia a faccia muto. Gli avvocati di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno fatto sapere che il loro assistito non risponderà alle domande dei pm, che lo hanno convocato prima di tirare le somme dell’inchiesta bis, «visto che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo». I legali hanno anche deciso di nominare uno psicoterapeuta per tracciare un profilo psicologico del loro assistito. Un identikit della personalità di Sempio, in chiave difensiva. Condizione necessaria, dicono i difensori, per valutare un interrogatorio dopo la chiusura dell’inchiesta. La decisione è stata presa dopo una riunione tra il pool difensivo e Sempio che si è tenuta lunedì: «Il nostro assistito sarà sottoposto ai canonici test», di solito utilizzati a questo scopo.
Le ragioni del silenzio
Poco prima del vertice aveva rilasciato poche dichiarazioni alla trasmissione “Dentro la notizia” di Gianluigi Nuzzi: «Sono giorni caotici, come tutti possono immaginare. Andiamo avanti. Qualunque cosa farò mercoledì sarà concordata con i miei avvocati, mi fido di loro, seguirò i loro consigli. Io vorrei parlare, vorrei dire la mia, capiremo con i miei avvocati se ora è il momento giusto. Non c’è “la mia verità”, la verità è quella, punto e basta». L’avvocata Angela Taccia chiarisce i motivi per cui il suo assistito non risponderà: «In questo momento così delicato si deve procedere sempre a norma del codice di Procedura penale. È una strategia difensiva, lo abbiamo già detto. Lui non avrebbe nessun problema a parlare, ma il momento è troppo delicato. La difesa deve essere altissima, solidissima, perché è la seconda volta che viene convocato al buio. Quindi vogliamo prima capire, per la parità delle armi processuali – che non abbiamo inventato noi – che cosa effettivamente la Procura ha raccolto».
Gli indizi emersi finora
La Procura svelerà presto le sue carte, ma qualcosa è stato già anticipato nel corso delle indagini. Intanto, attraverso la relazione della patologa forense Cristina Cattaneo e la Bpa dei Ris di Cagliari, sulle tracce di sangue, gli investigatori hanno riscritto la dinamica dell’omicidio, che sarebbe avvenuto in più fasi e con un tempo, quindi, più dilatato rispetto ai 23 minuti fissati nella sentenza di condanna di Alberto Stasi. A Sempio i pm contestano la crudeltà, per avere infierito sulla vittima con almeno 12 colpi, e i motivi abietti. Si ipotizza un movente legato al rifiuto della vittima alle avance sessuali e la Procura sembra orientata a inserire tra gli atti di indagini anche le numerose chat a firma “Andreas” su un forum di seduzione, in cui Sempio avrebbe mostrato “ossessione” verso una ragazza.
La barista
La giovane, però, sarebbe una “barista di una birreria”, precisa la difesa mostrando altre chat. «Non l’abbiamo ancora sentita perché la stiamo cercando e stiamo valutando. Io so dov'è, so chi è, ma mia nonna diceva 'prima di muovere i piedi, pensa'. Le cose fatte di fretta adesso non servono. Adesso abbiamo l'interrogatorio, dopodiché faremo altro». E ricorda: «Andavamo sempre nella stessa birreria il sabato sera a mangiare anche per cercare di far parlare un po’ Andrea con questa ragazza. Nella compagnia sapevamo tutti che gli piaceva ma lui negava perché è un po' timido. Ma si vedeva, era palese».
Davanti agli inquirenti anche Marco Poggi, in contemporanea con l’amico indagato
Era il 20 maggio 2025 quando venivano convocati in contemporanea per essere interrogati Andrea Sempio, oggi unico indagato nell’inchiesta bis per il delitto di Garlasco, Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, e Marco Poggi, fratello della vittima e amico di Sempio. I primi due erano stati chiamati a presentarsi in procura a Pavia, il terzo dai carabinieri a Mestre. Quel pomeriggio rimase come quello della mancata comparsa di Sempio per un vizio di forma nella notifica della convocazione. Oggi, un anno dopo, due dei tre saranno ascoltati ancora e di nuovo in contemporanea. Se i legali di Sempio hanno già fatto sapere che si presenterà in procura a Pavia ma si avvarrà della facoltà di non rispondere, sull’interrogatorio di Poggi aleggia il mistero. Non è chiaro dove sarà sentito il 38enne, chiamato solo in qualità di testimone. Sul contenuto dell’interrogatorio si possono invece muovere delle ipotesi. In linea con la nuova ricostruzione dei procuratori pavesi, è probabile che si tornerà a parlare della frequentazione della casa dei Poggi da parte di Sempio, legato alla famiglia proprio dall’amicizia con Marco. Quest’ultimo aveva 19 anni all’epoca della morte della sorella. In particolare in procura potrebbero essere interessati a capire con quali modalità Sempio potrebbe aver avuto accesso alla cantina dell’abitazione. Proprio qui, sul muro, gli inquirenti sostengono di avere trovato un’impronta del palmo della mano destra dell’indagato. A prescindere da dove verrà sentito Marco Poggi, la scelta di farlo in contemporanea con Sempio è dettata dalla volonta di evitare “influenze” che potrebbero provenire dalla fuoriuscita di indiscrezioni dagli interrogatori svolti in differita. Nei mesi scorsi, durante alcune delle comparsate di Sempio in televisione, l’indagato aveva anche parlato del suo rapporto con l’amico Marco Poggi. Aveva spiegato che non si frequentano più per evitare pressioni mediatiche, ma che sono in buoni rapporti e in contatto.
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Stasi attende di vedere le carte
La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini sul delitto di Garlasco del 2007 col deposito di tutti gli atti dell’inchiesta su Andrea Sempio che va avanti da oltre un anno, potrebbe mettere a disposizione quelle carte, oltre che ovviamente ai legali dell’indagato per omicidio volontario aggravato, anche della difesa di Alberto Stasi (nella foto), condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Carte utili per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori dell’ex bocconiano, che era già parte interessata del maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte. Da quanto si è saputo, tra l’altro, alla Procura generale di Milano, i cui vertici lo scorso 24 aprile hanno incontrato il procuratore Fabio Napoleone, non sono attesi, al momento, entro questa settimana gli atti con cui gli stessi pm pavesi, come preannunciato, solleciteranno una richiesta di revisione alla stessa Pg. Atti evidentemente collegati a quelli da depositare con la chiusura dell’inchiesta, che non pare, dunque, prevista in un range temporale brevissimo, anche se era stata data per imminente o comunque subito dopo l’interrogatorio di Andrea Sempio. Non solo la Procura generale, però, può chiedere di rivedere il processo per Alberto Stasi: al termine dello studio delle nuove risultanze investigative, tra consulenze e testimonianze arriverà di certo anche un’istanza di revisione da parte della stessa difesa di Stasi alla Corte d’Appello di Brescia, mentre la Procura generale dovrà decidere se presentarla o meno o far pervenire un parere scritto ai giudici bresciani, chiamati a decidere comunque sull’istanza di Stasi. L’ultimo grado sulla revisione sarà poi competenza della Cassazione.