Accelerazionismo, riti satanici e come preparare una molotov: arrestato un altro 17enne radicalizzato
Un altro 17enne arrestato, dopo il caso di Perugia. Ancora contestazioni pesantissime e reati gravi. Propaganda suprematista diffusa sui social, manuali per costruire armi con stampanti 3D, documenti operativi su come colpire e perfino su come eludere le indagini dopo un’aggressione sono alcuni elementi dell’indagine della polizia che ha portato all’arresto di un ragazzino residente a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), ora collocato in comunità su disposizione del gip del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Il provvedimento, eseguito dalla Digos di Teramo insieme a quella dell’Aquila, arriva al termine di mesi di accertamenti coordinati dalla procura per i Minorenni guidata da David Mancini. Il ragazzo è appunto ritenuto gravemente indiziato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre che di addestramento con finalità di terrorismo.
Le indagini
Le indagini erano partite dal monitoraggio dei suoi profili online, dove – secondo gli investigatori – pubblicava e rilanciava contenuti legati al suprematismo e all’“accelerazionismo”, l’ideologia che teorizza il collasso della società moderna attraverso azioni violente. Una prima svolta era arrivata con la perquisizione disposta nei mesi scorsi, che aveva portato al sequestro dei dispositivi informatici del minore. Dall’analisi dei device è emerso un archivio digitale estremamente ampio e strutturato: materiale di propaganda neonazista, contenuti di estremismo islamico e documenti di incitamento all’azione diretta. Tra i file, anche istruzioni dettagliate per la costruzione di armi da fuoco utilizzando stampanti 3D – tecnologia di cui il 17enne era effettivamente in possesso – e manuali per assemblare una pistola semiautomatica.
Non solo. Gli investigatori hanno trovato testi che descrivono nel dettaglio tecniche di aggressione fisica, con indicazioni precise “sulle parti del corpo umano da colpire affinché l’attacco sia il più efficace possibile”, oltre a un documento definito “per la caccia all’uomo”, contenente istruzioni su preparazione, equipaggiamento e modalità operative per compiere azioni violente e cercare di sfuggire alle indagini. Particolarmente inquietanti anche i contenuti emersi dalle chat: in alcune conversazioni venivano condivise pratiche riconducibili a rituali satanisti, con riferimenti all’“eliminazione sacrificale” di persone ritenute deboli o inferiori, finalizzata — secondo questa visione — a favorire l’avvento di una presunta civiltà superiore.
Il video sequestrato
Tra il materiale sequestrato figura inoltre un video di oltre otto minuti che illustra passo dopo passo la costruzione di una bomba molotov “perfettamente funzionante”, e un tutorial tecnico per realizzare una canna per arma da fuoco calibro 9×19 mm. Ma è anche dalle parole scritte dal ragazzo che emerge, secondo gli inquirenti, un salto di qualità nel percorso di radicalizzazione. In una chat Telegram, il 17enne avrebbe espresso intenti espliciti di violenza: “Giuro su tutto quello che ho che quando andrò a Bergamo lo accoltellerò a morte”, per poi ribadire poco dopo: “Giuro che se vado a Bergamo lo accoltello a morte”. Proprio questi elementi, spiegano gli investigatori, hanno reso urgente l’intervento. Con l’esecuzione della misura cautelare, ritengono di aver interrotto “la progressione criminosa del giovane”, che – oltre alla propaganda – mostrava segnali concreti di possibile passaggio all’azione.
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