100 km per 100 colori, sulle strade per parlare di diritti e solidarietà
IVREA. Il Canavese si è riscoperto unito sotto il segno della solidarietà e dell'inclusione nella giornata di sabato 28 marzo. La manifestazione ciclistica “100 km per 100 colori”, che ha visto la partecipazione di una sessantina di partecipanti tra ciclisti e accompagnatori, ha trasformato le strade del territorio in un palcoscenico di passione civile, portando a compimento un’iniziativa nata sotto l'egida del progetto Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) “Interazioni”. L’evento non è stato soltanto una prova sportiva, ma un lungo filo rosso teso tra i comuni per sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicato tema dell’accoglienza. La carovana dei ciclisti è partita di prima mattina da Ivrea, dando il via a un percorso che ha toccato i comuni interessati all’accoglienza dei migranti. Tra i momenti più significativi della giornata spicca la sosta a Cuorgnè, alla villa confiscata in via Salgari: un luogo simbolo di legalità che, per l’occasione, si è trasformato in uno spazio di riflessione sui diritti. Il gruppo ha poi proseguito verso Chivasso, effettuando una tappa al parco del Sabiunè, per poi risalire verso Mercenasco. Il tour si è concluso nel pomeriggio a Ivrea.
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«Vedere così tante persone pedalare insieme, senza distinzione di provenienza, è la prova tangibile che il territorio è pronto a cogliere la sfida dell'integrazione –hanno commentato con soddisfazione gli organizzatori al traguardo –. La scelta dei 100 km ha un valore simbolico: abbiamo voluto avvicinarci, con la nostra fatica atletica, ai percorsi ben più drammatici e pericolosi che migliaia di rifugiati affrontano ogni giorno per fuggire da guerre e persecuzioni». La manifestazione rientra nel piano d'azione Fami, che prevede lo stanziamento di fondi destinati ad attività di sensibilizzazione. Tra i firmatari del protocollo ci sono i comuni di Borgiallo, Chiesanuova, Chivasso, Colleretto Castelnuovo e Val di Chy, insieme ai consorzi Inrete, Ciss 38 e Ciss-ac. Questi attori hanno scelto la strada della "messa a fattor comune", unendo le risorse per costruire una rete di protezione e informazione più solida. Oltre alla componente sportiva, l'evento ha offerto contenuti concreti: negli snodi del percorso sono stati allestiti punti informativi dove i cittadini hanno potuto reperire materiali su accoglienza e diritti fondamentali dei richiedenti asilo.