La tranquillità di Jamiano: pochi transiti e nessun agente a presidiare il confine
DOBERDO’ Vuota da quasi 16 anni, la postazione al valico di seconda categoria di Jamiano, nel territorio di Doberdò del Lago, poco distante da Monfalcone, lo è rimasta anche sabato. Nessun controllo è scattato al confine nel primo pomeriggio e lungo la strada che si snoda, dalla scorsa estate, in un paesaggio nel quale gli alberi sono stati tutti mangiati dal fuoco, il traffico è quello di ogni sabato pomeriggio.
Rado e composto in larghissima maggioranza da automobili con targa italiana, proprietà di residenti della zona, dirette al distributore di Brestovica, dove nel pomeriggio gli addetti avevano difficoltà a quantificare l’effetto dell’annuncio del ripristino dei controlli al confine che solo il fuoco degli incendi in questi anni ha reso meno permeabile.
A guardarlo, anche sabato 21 ottobre, c’erano le costruzioni ormai preda del tempo sul lato italiano e quello sloveno e i segnali stradali che indicano dove inizia l’uno e finisce l’altro, costellati da adesivi appiccicati in parte da tifosi dell’Udinese in parte da movimenti alternativi (tra cui quello di un Kraken Kolektiv che tenendo fede al nome vede un’enorme piovra affondare una nave da crociera al motto di “Abbasso le navi passeggeri”).
A ridosso del confine non compare, perlomeno al momento, alcuna attrezzatura fornita dalla Protezione civile regionale, chiamata dalle Prefettura a fornire un supporto logistico con torri faro, tende, moduli abitativi.
«Di certo nessuna richiesta è arrivata direttamente al nostro Comune e al nostro nucleo di Protezione civile», afferma il sindaco di Doberdò del Lago Fabio Vizintin, spiegando di avere appreso della sospensione degli accordi di Schengen dai media, come tutti gli altri cittadini della sua comunità.
«Credo che la reintroduzione dei controlli ai valichi di frontiera sia totalmente inutile – aggiunge –, perché il passaggio di chi immigra in modo clandestino avviene attraverso le zone boschive e in prevalenza nel Carso triestino. Qualche transito nel nostro territorio c’è, comunque».
Il ripristino delle verifiche sulle persone rischia, invece, a detta del sindaco di Doberdò, di creare disagi indesiderati ai residenti del territorio a cavallo tra Italia e Slovenia, riportando l’orologio troppo indietro nel tempo. «Siamo abituati a varcare il confine più volte al giorno – sottolinea Vizintin – per rapporti di parentela, amicizia, di lavoro».
Nei prossimi giorni, che il valico sia presidiato o meno, il traffico in ogni caso si ridurrà, perché il distributore di Brestovica sarà chiuso per lavori di manutenzione per tutta la settimana.