Il berretto, la maglia e il moschettone: sulla bara di Giulio e Lorenzo i simboli del soccorso alpino
Il berretto, la maglietta giallo verde e un moschettone per imbracatura adagiati su un cuscino rosso e una grande composizione di rose bianche hanno accompagnato nella chiesa di Tarvisio le bare, avvolte nel tricolore, di Giulio Alberto Pacchione e di Lorenzo Paroni, i due finanzieri morti sul Mangart il 16 agosto.
Funerali solenni per i militari, che hanno ricevuto gli onori dal picchetto della Guardia di finanza in armi, davanti a un migliaio di persone ammutolite nel dolore e una cittadina, Tarvisio, che ha proclamato il lutto per l’intera giornata. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre a innumerevoli autorità militari, religiose e civili, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il comandante generale delle Fiamme gialle, generale Andrea De Gennaro e il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. La messa, scandita dai canti liturgici della corale, è stata presieduta da don Michele De Vita, cappellano militare della Guardia di Finanza per la Regione Friuli Venezia Giulia e concelebrata da numerosi altri sacerdoti, tra cui il parroco di Tarvisio, don Alan Iacoponi.
I DUE RITRATTI
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L’attesa in chiesa e nel piazzale
Bandiere nei palazzi pubblici a mezz’asta o avvolte dal nastro nero del lutto, Tarvisio ha preparato senza lasciare nulla al caso la cerimonia di addio ai due finanzieri. Dentro la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo, accanto all’altare, fin dal mattino erano state sistemate la corona di fiori del governo e molte altre composizioni floreali di amici, gruppi militari o sportivi che in qualche modo avevano avuto modo di conoscere e apprezzare le due vittime dell’incidente in montagna.
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Il picchetto in armi della Guardia di Finanza ha atteso composto sotto il sole, mentre alla spicciolata sono arrivati i tantissimi colleghi di Giulio Alberto e Lorenzo, oltre a carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco, volontari di Protezione civile e del Soccorso alpino, pompieri volontari di Camporosso, Ugovizza e Valbruna, operatori della Croce rossa, rappresentanti dell’Ana, studenti e professori del liceo Bachmann, allievi della scuola di sci dove Pacchione aveva insegnato, i rappresentanti di Silvi Marina e di Montereale Valcellina, i Comuni di origine delle vittime, i sindaci delle vallate e i tarvisiani che si sono assiepati ai lati della piazza per dare l’ultimo saluto a due ragazzi benvoluti e apprezzati dalla comunità.
La cerimonia religiosa
Le due bare sono state collocate ai piedi dell’altare, una a destra e l’altra sinistra. Il cappellano militare don De Vita ha letto il messaggio inviato dall’arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare d’Italia, che non ha potuto partecipare alle esequie in quanto impegnato in una missione pastorale all’estero. «Questi due giovani che ricordiamo oggi - ha scritto monsignor Marcianò - sono morti per amore del loro lavoro per aiutare gli altri, siamo vicini alle loro famiglie e alla grande famiglia della Guardia di Finanza. Non dimenticheremo il coraggio, la competenza e la dedizione di due grandi uomini la cui vita è stata spezzata da un destino tragico». Disponibilità, altruismo, aiuto per gli altri sono aspetti della vita di Giulio Alberto e Lorenzo che sono stati evidenziati dagli altri sacerdoti che hanno preso la parola. Una delle letture liturgiche è stata affidata alla mamma di Giulio Alberto, mentre dopo la lettura del Vangelo secondo Matteo, l’omelia è stata affidata al cappellano militare della Regione Abruzzo per la Guardia di Finanza don Antonio Zimbone.
«La nostra vita terrena ha un fine ultimo - ha detto il religioso -, quello di presentarsi davanti a Dio. I nostri cari finanzieri che hanno lasciato questa vita terrena hanno servito i loro fratelli, si addestravano giorno per giorno, aprivano nuove vie sulle montagne nel costante servizio per il bene di tutti. Anche da giovani si può raggiungere la perfezione, perchè loro hanno vissuto per fare del bene, questa era la loro missione. Amare il lavoro, i fratelli, il territorio che il Signore ci ha donato è un compito meritorio che porta alla luce e alla vita eterna. Grazie per il vostro amore, Giulio Alberto e Lorenzo, grazie».
È stato poi monsignor Guido Genero, vicario generale dell’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato a leggere il messaggio inviato dal presule. «Offro la mia preghiera - ha scritto Mazzocato - perchè Dio accolga questi giovani e li ricompensi con la gioia eterna. E la mia preghiera va a tutti i componenti della Guardia di finanza colpiti da un’improvvisa tragedia. Esprimo la mia più affettuosa vicinanza ai parenti e ai familiari perchè affrontino la perdita dei loro cari con animo più forte del dolore».
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Il ministro Giorgetti
«Un pensiero speciale lo voglio inviare alle mamme di questi due ragazzi, per la sofferenza immensa che stanno vivendo. E a tutta la famiglia: non siete soli in questi momenti e non lo sarete in futuro, perchè le istituzioni per voi ci saranno sempre». Il ministro dell’Economia (dicastero da cui dipende la Gdf) Giancarlo Giorgetti, dal pulpito della chiesa dei santi Pietro e Paolo, al termine della funzione religiosa, ha voluto parlare dei due finanzieri morti in missione addestrativa. «Siamo numerosi qui proprio per testimoniare il sostegno alle famiglie di due valenti servitori dello Stato - ha aggiunto - ma anche per esprimere cordoglio alla Guardia di finanza. Dobbiamo riconoscenza a quanti, come Giulio Alberto e Lorenzo, hanno scelto di mettersi al servizio dei cittadino, per garantire la loro sicurezza. Ai genitori e ai fratelli dico soltanto siate orgogliosi di quanto hanno fatto questi ragazzi, perchè bisogna saper amare, come hanno fatto Giulio Alberto e Lorenzo nella loro vita, per poter servire gli altri».
Il comandante delle Fiamme gialle
Dal pulpito ha preso la parola anche il comandante della Guardia di finanza, generale Andrea De Gennaro. «Il nostro corpo militare - ha detto l’alto ufficiale - fa innumerevoli servizi quotidiani, ma la parola “soccorso” è legata solo al soccorso alpino, con le stazioni sulle Alpi e sugli Appennini. Ecco io vorrei porre l’attenzione proprio su questa parola soccorso, perché era nel Dna di Giulio Alberto e Lorenzo. Io non li ho conosciuti di persona, ma i loro comandanti mi hanno detto che, durante il servizio, hanno sempre fatto tutto con impegno, ardore e alto senso di responsabilità. I loro papà e le loro mamme devono sapere quanto bene hanno fatto i loro ragazzi, tutta la Guardia di finanza abbraccia commossa le famiglie di Giulio Alberto e Lorenzo, che riposino in pace».
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Le altre autorità
«Non ci sono parole che consolino o che possono dare spiegazioni per drammi come questi - ha sottolineato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga - . È significativa la presenza delle istituzioni ai più alti livelli, nel rispetto del silenzio per il dolore delle famiglie e delle comunità dei due fedeli servitori dello Stato».
«Abbiamo il cuore lacerato da un’indicibile sofferenza per l’irreparabile perdita di Giulio Alberto e Lorenzo - ha detto dal pulpito il sindaco di Tarvisio Renzo Zanette che ha parlato anche a nome dei colleghi di Silvi Marina e di Montereale Valcellina - . Le nostre comunità sono ferite, in lutto e tristi: abbiamo perduto due persone che lasciano un vuoto incolmabile per le loro doti umane. È stato un incidente tragico, tra i momenti più dolorosi della nostra storia recente. Pacchione e Paroni erano due bravissimi alpinisti, preparatissimi, ottimi militari, con una grande passione per la montagna e al servizio del prossimo, fino al sacrificio estremo, sono vittime del dovere. I valori del rispetto e dell’amore per il prossimo sono alla base di una società unita e coesa».
Il commiato
Un militare della Gdf, prima della conclusione del funerale, ha letto la preghiera del finanziere e poi, nella navata della chiesa è risuonato il Silenzio, dopo il quale don De Vita ha invitato i presenti ad applaudire. E un lungo, scrosciante, applauso è echeggiato nel luogo sacro e fuori, nel piazzale, dove centinaia di persone hanno seguito la mesta cerimonia di addio. Le bare sono uscite una dietro l’altra per proseguire verso Silvi Marina, in Abruzzo, e a Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone, dove saranno celebrate le esequie in forma privata dei due giovani finanzieri, la cui vita è stata spezzata in modo crudele sul Mangart.