Chiese, strade, corti e municipio di Gradisca diventano il set di un film sull’esodo istriano
GRADISCA. Alcune location del centro storico della Fortezza si trasformeranno per alcuni giorni in un set cinematografico. Ospiteranno un film dedicato al dramma dell’esodo istriano. Dopo Turriaco – con il coinvolgimento del parco sull’Isonzo, nel tratto compreso tra il primo parcheggio di via Roma e il chiosco Pojana – anche Gradisca è stata scelta per le riprese di “La rosa dell’Istria”, un tv movie che farà luce su una storia poco raccontata come quella dell’esodo istriano. Il set sarà allestito fra l’ultima settimana di settembre e – più verosimilmente – i primi giorni di ottobre.
[[ge:gnn:ilpiccolo:13005828]]
A quanto trapela sinora, saranno certamente interessate dalle riprese via Bergamas, in particolare il tratto antistante il Duomo dei Santi Pietro e Paolo, gli spazi della vicina ex biblioteca civica, destinati pare a trasformarsi in un commissariato di polizia, la corte municipale padre Marco d’Aviano e la sala consiliare di palazzo Torriani, la chiesa e/o la sacrestia dell’Addolorata di via Ciotti, uno scorcio suggestivo dell’ex Macello di via Battisti che si affaccia sul Salet.
Il grosso della produzione, con i suoi mezzi, si sistemerà come già avvenuto per altre troupe lungo viale Regina Elena, mentre anche parte di via Battisti sarà necessariamente “sacrificata” per le esigenze logistiche della troupe. Fondamentale la collaborazione di Comune e parrocchia del Santissimo Salvatore. «Siamo particolarmente felici di poter confermare che Gradisca si metterà a disposizione di questo progetto – commenta l’assessore alla Cultura e al Turismo, Marco Zanolla – intanto per l’importanza del messaggio di questo film, e poi per la positiva ricaduta per la città: non solo a livello d’immagine, ma anche per l’indotto economico. I nostri alberghi, di assoluto livello, in quei giorni saranno riempiti da troupe, tecnici e attori che per diversi giorni graviteranno su Gradisca».
[[ge:gnn:ilpiccolo:13005829]]
L’operazione potrebbe durare fra i dieci giorni e le due settimane. Liberamente ispirato al romanzo “Chi ha paura dell’uomo nero?” di Graziella Fiorentin (edizioni Mursia), il film “La rosa dell’Istria” è una grande storia d’amore, ma anche una storia che racconta cosa significhi essere o non essere a casa, come è stato vissuto lo sradicamento dalla propria terra. «Non è un film sulle persecuzioni di Tito, ma una storia intima sul dopo esodo: raccontiamo – afferma in un’intervista Verdiana Bixio, presidente della casa di produzione Publispel che ha già proposto I Cesaroni, Un Medico In Famiglia, Tutti Pazzi Per Amore – di persone che hanno dovuto cercare salvezza, famiglie divise con anziani rimasti e giovani profughi». La regia di questo period drama è di Tiziana Aristarco e tra i protagonisti c’è anche un gradiscano d’adozione come Andrea Pennacchi, più volte ospite in città in questi anni. La vicenda è quella della giovane Maddalena Braico, costretta a una fuga rocambolesca in treno per raggiungere gli zii in Friuli Venezia Giulia mentre il suo mondo crolla, il fratello Niccolò forse è morto e in Italia si sente quasi straniera, fino all’incontro salvifico con Leo. L’idea per questa coproduzione Rai Fiction-Publispei-Venicefilm è di andare in onda proprio in occasione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio su Rai1.