Spalato, un tunnel sottomarino fra Brazza e Solta: i residenti si dividono
SPALATO. Sarà il primo tunnel sottomarino in Croazia e allaccerà – a meno di clamorosi intoppi o retromarce – due perle della regione insulare dalmata, le isole di Brazza e Solta, parte dell'arcipelago spalatino. L'ambizioso progetto è da tempo inserito nel Piano regolatore della Regione spalatino – dalmata, viene supportato a più livelli ma non dappertutto trova l'appoggio necessario. A farsi sentire è stata l'associazione Za naš Supetar (Per la nostra San Pietro di Brazza), che ha criticato la futura infrastruttura subacquea affermando che non è nell'interesse degli abitanti di Brazza, isola che con la galleria perderebbe il suo fascino, la sua unicità e importanza, a tutto vantaggio invece dei residenti nella dirimpettaia Solta. Parliamo di un'isola che non ha sicuramente l'importanza di Brazza in termini economici e turistici, alquanto trascurata dalle amministrazioni, regionale e statale. Non per nulla l'idea di costruire un traforo sottomarino è nata a Solta, in primis da parte del sindaco dell'omonimo comune, Nikola Čečić Karuzić e finora ha ottenuto sostegni a più livelli. Uno di questi è firmato da Frane Lozić, sindaco di Milna, un comune di Brazza, che ha abbracciato con entusiasmo il progetto, ritenendolo d'importanza strategica per lo sviluppo delle due isole, da considerarsi come vicine di casa e separate da un canale non lunghissimo, meno di un chilometro.
Proprio Lozić è stato chiamato in causa tramite una nota da Za naš Supetar. «Ma a Lozić sembra il caso di impegnarsi per questa infrastruttura? Ci chiediamo se abbia consultato i sindaci degli altri comuni di Brazza, ricevendo precise risposte. Non crediamo sia stato avviato un discorso in materia, una consultazione; e questa è una cosa sbagliata». Per Čečić Karuzić, il tunnel – il cui costo viene stimato attorno ai 50 milioni di euro – darebbe modo a Solta di essere unita a Brazza e al suo aeroporto internazionale, cosicché molti turisti, scesi a Brazza, potrebbero facilmente raggiungere Solta. «Abbiamo già parlato del progetto a Zagabria, nella sede dei ministeri competenti e non ci sono state voci contrarie. L'Unione europea, questa la nostra convinzione, potrebbe appoggiare il finanziamento nella misura dell' 85 – 90%. Aggiungo che prossimamente comincerà l'iter di ottenimento della documentazione. Ci vorranno sicuramente due anni, dopo di che potrà cominciare la costruzione e qui i tempi di realizzazione dovrebbero toccare i due anni e mezzo o al massimo tre anni».
Da quanto si viene a sapere, il traforo sarebbe lungo 900 metri, di cui 740 in mare, largo 18 metri, alto 5, con percorso pedonale. Parte dell'infrastruttura verrebbe posta sotto il fondale perché tra il “tubo” e la superficie marina ci debbono essere almeno 12 – 15 metri onde garantire la sicurezza della navigazione anche alle navi più grandi.