Si tagliano i capelli per donarli a chi non li ha: il gesto solidale delle donne oltre la malattia
PORDENONE. I capelli ricrescono, ma il gesto di solidarietà resta nel cuore. Tante donne e ragazze hanno raccolto ieri l’appello di Interact club Pordenone, divisione giovanile del Rotary, e hanno scelto di tagliarsi i capelli per donare le ciocche a chi, a causa della malattia, non li ha più. Sotto i colpi di forbice, nel salone improvvisato all’oratorio del Beato Odorico, si intrecciano le loro storie.
«Ho aspettato il momento giusto per farlo». Ilaria, 22 anni, studentessa e lavoratrice, si commuove. Anche alla madre Sabrina, che l’ha accompagnata, salgono le lacrime agli occhi. A luglio hanno avuto un lutto in famiglia, il dolore è ancora vivo. La cugina è mancata a 56 anni.
«La sua forza ci ha spronato ad andare avanti – osserva Sabrina – la sua voglia di vivere fino all’ultimo ci ha insegnato che bisogna prendere la vita come viene e affrontare le difficoltà nel miglior modo possibile. Vorrei ringraziare gli organizzatori di questo progetto, è bello vedere dei giovani coinvolti».
«Senza di voi tutto questo non sarebbe possibile» rispondono i ragazzi dell’Interact, capitanati dalla presidente Eleonora Bernard. Diciannove anni, alle prese con gli esami di maturità al Grigoletti, la studentessa è entrata in graduatoria per ingegneria biomedica al Politecnico di Milano. Ha deciso di riproporre l’iniziativa solidale, viste le adesioni riscosse nelle due edizioni precedenti.
L’Interact ha trovato un’associazione inglese, Little Princess Trust, che richiede ciocche dai 20 centimetri in su per realizzare parrucche. «È una lunghezza meno impegnativa – spiega la presidente – rispetto ai 30-40 centimetri, che consente a tutti di contribuire». Una quindicina di saloni nel Friuli occidentale hanno aderito alla raccolta di ciocche, che poi consegneranno al sodalizio. È possibile partecipare a “Una gioia per capello” con una donazione che sarà devoluta alla Via di Natale.
Munite di metro, forbici e phon, le parrucchiere professioniste Silvia Maccan e Nicole Brisotto di A/R parrucchieri di Gabriella Prekaj e Mariagrazia Castoro di New Look di Cristina Valvasori, trasformano le chiome delle volontarie.
Angela, 43 anni, impiegata di Aviano, ci racconta di aver scelto di fare un fioretto, dopo la guarigione da un melanoma. «Mi sono detta: voglio donare qualcosa – aggiunge –. Ho atteso i cinque anni per la certezza, quindi ho scelto di donare il sangue e ora i capelli. So che tante non accettano la caduta dei capelli, per loro è una cosa importante, per sentirsi più sicure, e a me non costa nulla. Li ho fatti crescere apposta». Sabrina Donati, 41 anni, operaia, è arrivata da Sedegliano con marito e figli e ha invitato anche la cugina Marika Di Benedetto, sua coetanea, a partecipare. «Avevo già donato i capelli due anni fa, sono andata a farmeli tagliare da una parrucchiera a Codroipo. Se dovesse succedere a me o ai miei cari mi piacerebbe che qualcuno facesse lo stesso per me». «Era una cosa che volevo fare da tanto tempo – confessa Marika – ma non c’era mai stata occasione. È bello che i miei capelli siano utili a qualcuno».
Elisabetta Campello, 47 anni, tecnico, arriva con la figlia. Si taglieranno i capelli insieme. «Volevo farli crescere fino a 50 centimetri e tagliarli il giorno del mio compleanno a novembre, poi abbiamo visto questa iniziativa e ho deciso di donarli ora».
Nicole Mio, 28 anni, di Azzano Decimo, ha visto il volantino l’anno scorso solo quando l’appuntamento era già passato, così ha preso contatti con gli organizzatori per prenotarsi per questa edizione: «Se si può fare del bene, perché no? Dono già il sangue, perché non donare anche i capelli».
Marilena custodiva in casa la sua folta treccia castana, lunga 45 centimetri, da quasi mezzo secolo.
«Me li sono tagliati quando dal Canada ci siamo trasferiti in Italia». Per lei aveva un grande valore affettivo. Poi su Facebook ha visto l’annuncio dell’iniziativa solidale e non ha avuto dubbi: se ne sarebbe separata, «per una giusta causa». —