Malore al compleanno, muore dopo 6 giorni il vicecomandante Franco Del Ross
UDINE. Il malore lo aveva colto nel giorno del suo sessantesimo compleanno, lunedì scorso. Si era accasciato all’improvviso a terra, durante i festeggiamenti organizzati al Wiener Haus di Tavagnacco, e dopo i provvidenziali soccorsi del personale del Sores, che giunto sul posto gli aveva rimesso in moto il suo cuore, era stato trasportato comunque in gravi condizioni all’ospedale di Udine.
Domenica 21 maggio, alla speranza di vederlo finalmente riprendersi si è sostituito il dolore della perdita. Franco Del Ross, per anni vicecomandante del Centro operativo autostradale di Udine e in pensione dal 2019, non ce l’ha fatta. Lascia la moglie Rita Baldinazzo, pure poliziotta in pensione, e i loro due figli Sabrina e Cristiano, di 24 e 22 anni.
La notizia ha destato vasto cordoglio tra i colleghi e chiunque lo conoscesse, tanto a Molin Nuovo di Tavagnacco, dove abitava, quanto a Pietratagliata, frazione di Pontebba, dov’era cresciuto con i genitori e dove tornava spesso, anche per dedicarsi al pezzo di terreno in cui amava trascorrere il tempo, tra giardinaggio e agricoltura.
Entrato in Polizia nel 1986 e frequentato il corso a Vicenza, aveva cominciato dalla Postale di Trieste. I trasferimenti lo avevano portato poi al commissariato di Tolmezzo e, a seguire, alla Questura di Udine.
Superato il concorso di vicesovrintendente, era stato quindi mandato alla sezione della Polizia stradale di Udine e, da lì, al Coa, dove aveva assunto l’incarico di vicecomandante, conservandolo per una ventina d’anni e distinguendosi per le sue qualità professionali e umane. A conclusione della carriera, aveva raggiunto la qualifica di sostituto commissario.
Sono gli amici della Polizia stradale e, in particolare, il suo comandante storico, il vicequestore Gianluca Romiti, dirigente della sezione Polstrada di Udine, a ricordarlo con particolare affetto. «Un professionista serio ed equilibrato, sempre disponibile e attento», affermano, evidenziando anche il suo impegno come donatore di sangue nell’associazione della Polizia e sottolineando come «il suo carattere bonario e la serenità che portava in ufficio fossero un bene prezioso» per affrontare la quotidianità del lavoro.
Non meno importante, nella sua vita, la famiglia e la terra d’origine. Con la moglie, ispettore superiore in Questura, si erano conosciuti al corso allievi, a Vicenza, e sposati nel 1988. «Era un padre esemplare», aggiunge l’amico Romiti, ancora incredulo, come tutti, di fronte all’improvvisa scomparsa.
Il funerale sarà celebrato mercoledì 24 maggio, alle 14.30, nella chiesa di Molin Nuovo. —