Viadana esalta l’Italia A: la Romania A viene travolta
Festa doveva essere e festa è stata, con l’impeccabile organizzazione del club viadanese e la bella prestazione in campo che ha visto un’Italia A brillante e una Romania A che ha giocato a viso aperto, ma ha dovuta arrendersi alla maggiore cifra tecnica degli azzurri.
[[ge:gnn:gazzettadimantova:12597156]]
La giornata si apre all’insegna del talento con i due portabandiera Matilde Romersa e Simone Brisighella, giovani gialloneri in orbita azzurra nelle rispettive selezioni giovanili, che portano i due drappi al centro del campo. La sfida inizia con buon piglio con l’Italia che cerca di prendere il pallino della sfida e la Romania che gioca tutto quello che può senza chiusure tattiche. La lotta sul punto d’incontro è fisicità, tempismo e disciplina per mantenere il possesso. Doti che portano Bruno a vergare il proprio nome a referto sul tabellino, grazie a un bellissimo intercetto dopo una trasmissione imprecisa dell’ovale della Romania: la corsa dell’azzurro è vincente con la meta di puro opportunismo e di grande lettura di gioco al 14’.
[[ge:gnn:gazzettadimantova:12597157]]
È un’Italia che gioca bene nello spazio e con Minozzi sempre velenoso ed elusivo nell’uno contro uno nelle ripartenze. La seconda frecciata azzurra è propiziata proprio da Minozzi, che crea il varco per il seconda linea Zambonin che, a sua volta, premia il supporto all’interno di Drago e il centro ha la strada libera verso la meta. La terza meta è all’insegna degli skills di Giacomo Da Re, che scavalca la barricata con un calcetto misurato che lo stesso mediano va a recuperare prima di assistere la meta di Albanese, bravo a dare l’opzione di passaggio e calare il tris. L’Italia trova anche il poker pochi attimi prima della chiusura di tempo con la firma di Di Bartolomeo.
La seconda frazione di gioco riprende da dove si era interrotta la sfida, ma la quinta meta è di differente fattura col drive azzurro avanzante, e il veloce Albanese trova tempo e spazio per beffare proprio sulla rapidità il seconda linea Stefan e varcare la linea di meta. L’Italia continua a macinare buon rugby: la sesta meta è opera di capitan Pettinelli che si tuffa, subito imitato da Izekor, che va a rimpinguare ulteriormente il bottino azzurro.
Seguono altre tre marcature firmate da Iachizzi, Moscardi e Fusco a chiudere definitivamente i conti nelle praterie aperte per i corridori italiani nell’ultimo quarto di gara. E lo Zaffanella che urla «Italia Italia».