Tentano il furto ai magazzini Nico sfondando il muro, ma scatta l’allarme e fuggono
Hanno aperto un buco nel muro in cemento armato, all’esterno del magazzino, per riuscire a entrare nel negozio e svuotare due casseforti ma appena hanno messo il naso dentro l’edificio è scattato l’allarme anti intrusione e sono scappati senza portare via nulla. È successo attorno alle 22 di domenica ai magazzini Nico di via Cavalieri di Vittorio Veneto, a Chiopris Viscone.
I malviventi sono riusciti a ricavare una breccia larga abbastanza da consentire il passaggio di un uomo. Un altro buco è stato fatto anche all’interno del punto vendita, sulla parete in cartongesso che divide il negozio dagli uffici.
Quando la banda era ormai convinta di avere fatto il più del lavoro è scattato l’allarme. In fretta e furia i malviventi, molto probabilmente una banda formata da più persone, hanno raccolto i ferri del mestiere e sono fuggiti senza lasciare tracce. Sul posto la vigilanza privata e i carabinieri della stazione di San Giovanni assieme ai colleghi del Radiomobile di Palmanova, che stanno svolgendo indagini anche con l’ausilio delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
«L’allarme è scattato esattamente alle 22.06 – racconta Andrea Pizzato, uno degli amministratori – pertanto i ladri erano già sul posto prima delle 22, un orario sicuramente inconsueto visto che a quell’ora c’è ancora molta gente in giro. Hanno scavalcato la recinzione e sono entrati a piedi. Oltre ai due buchi per entrare, uno sul muro esterno e uno all’interno, hanno anche scardinato una porta e distrutto i sensori del sistema anti intrusione. Hanno fatto diversi danni, che dobbiamo ancora quantificare. Per fortuna, a ogni modo, il colpo non è riuscito. C’è molta amarezza, anche perché eravamo già stati derubati in passato. Punti vendita come il nostro, purtroppo, sono spesso presi di mira. Non sono tempi facili per nessuno e dover sistemare quello che questi delinquenti hanno distrutto e che noi abbiamo costruito con fatica e sudore fa davvero molta rabbia». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA