È morto don Brunelli il monsignore che ha rilanciato il museo diocesano di Mantova
Lutto nella diocesi di Mantova. Nel primo pomeriggio di ieri è morto monsignor Roberto Brunelli, direttore del Museo diocesano e scrittore di narrativa (è stato autore anche di romanzi gialli), storia dell’arte e religione. Era nato a Piubega nel 1938. A darne notizia, poche ore dopo, è stato il sito della diocesi di Mantova. «È con grande dolore – si legge – che il vescovo Marco, unitamente a tutto il presbiterio, annunciano la morte di monsignor Roberto Brunelli avvenuta oggi verso le 13,30, all’ospedale Poma di Mantova».
La notizia della scomparsa di monsignor Brunelli ha destato profonda commozione non solo nella comunità cattolica, ma anche negli ambienti culturali. «Era un uomo di grande spessore culturale – dice don Valerio Antonioli, grande amico di Brunelli – è stato mio insegnante e mio padre spirituale per quarant’anni. Era uno studioso di storia, di storia dell’arte e scrittore (anche di gialli). È stato caporedattore (e traduttore) per le pubblicazioni internazionali della Mondadori, prima dell’ordinazione (nel 1968, ndr): aveva una carriera davanti. Era di una spiritualità profonda, era solito dire che attraverso l’arte si poteva fare catechesi».
Don Antonioli è stato tra i primi ad apprendere della scomparsa di monsignor Brunelli. «Ho potuto dargli l’ultimo saluto pochi giorni fa – racconta – nel reparto di cure palliative dove era ricoverato. Ci siamo solo stretti la mano e guardati negli occhi. Gli ho chiesto se mi riconosceva e lui mi ha fatto cenno di sì».
Brunelli è stato direttore del settimanale della diocesi La Cittadella nei primi anni ’70 quando ricopriva anche il ruolo di direttore di Radio Laghi. I lettori della Gazzetta di Mantova trovavano ogni settimana il suo commento alla lettura del Vangelo della domenica. I funerali del monsignore, presieduti dal vescovo Marco Busca, saranno celebrati in Duomo giovedì alle 15. Verrà sepolto nella piccola cappella di famiglia nel cimitero di San Fermo di Piubega. Oggi la salma sarà portata nel battistero della cattedrale di piazza Sordello «per la preghiera e il saluto di quanti lo hanno conosciuto e stimato per le sue qualità spirituali e umane».
«Una scelta che ha un profondo significato spirituale – osserva Marco Rebuzzi, conservatore del museo dal 2007 e stretto collaboratore, oltre che amico, di monsignor Brunelli – perché nel battistero vengono fatti i battesimi e per i cristiani la morte è seguita dalla resurrezione e quindi la nuova vita. Ancora faccio fatica a pensare il museo senza di lui. Ne era l’anima, grazie alla sua direzione il museo diocesano è cresciuto e si è aperto al mondo. Occorrerebbe un libro per raccontare monsignor Brunelli. Proprio i libri sono stati una delle sue passioni, come persona, come scrittore e come sacerdote».