La moglie gli scaglia addosso la mannaia e maltratta il marito, lui la porta in tribunale
PORDENONE. Il marito si chiudeva a chiave nella sua camera da letto per paura che la consorte potesse entrare e aggredirlo fisicamente. Nel 2020 gli ha scagliato addosso una mannaia. Lo ha mancato. La mannaia si è conficcata nell’auto di lui, danneggiandola. Poi gli ha lanciato addosso un coltello da cucina, ma non è riuscita a colpirlo.
L’uomo, spaventato, ha chiesto aiuto ai carabinieri. A processo, per maltrattamenti in famiglia, è finita proprio la moglie, una cinquantenne originaria dell’Europa dell’Est.
Dinanzi al gup Monica Biasutti l’imputata, assistita dagli avvocati Luca Donadon e Laura Presto, ha chiuso la vicenda concordando un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, con le attenuanti generiche riconosciute prevalenti sull’aggravante dello stato di ubriachezza abituale. Il gip aveva disposto l’allontanamento della donna dall’abitazione familiare e il divieto di avvicinamento al marito.
Le misure cautelari sono state revocate. L’incubo del marito è durato sei anni, dal 2015 al novembre 2021, quando ha sporto denuncia ai carabinieri. Gli inquirenti hanno ricostruito che la donna, in preda all’alcol, di cui abusava quotidianamente, ha aggredito e minacciato di morte il marito e minacciato pure di uccidere i figli che lui aveva avuto da una precedente relazione.
Fra gli episodi più gravi, ricostruiti dagli investigatori dell’Arma, il 7 gennaio 2021 l’imputata ha accusato il marito di avere una relazione extraconiugale con un’altra donna: lo ha graffiato e ferito a un orecchio. L’8 marzo, dopo l’ennesima accusa di a tradimento, gli ha lanciato addosso vari suppellettili, colpendolo.
Dopo aver cenato insieme in un locale, mentre rincasavano in auto lei gli ha tirato i capelli e lo ha ferito, costringendolo a fermare l’auto. Il 21 agosto, lei lo ha aggredito mentre dormiva provocandogli escoriazioni nelle parti intime. Il 4 ottobre in auto l’uomo ha subito l’ennesima aggressione.
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