Ricopre di insulti e di telefonate una ragazza, poi l’aggredisce perché indossa i leggins: finisce in libertà controllata per due anni
PORDENONE. Ventiquattro mesi di libertà controllata: è quanto ha patteggiato un trentenne residente in provincia di Pordenone per stalking e lesioni pluriaggravati nei confronti di una ragazza, che all’epoca dei fatti aveva 14-15 anni.
L’imputato, assistito dall’avvocato Ivan Cesaratto, ha liquidato 5 mila euro alla parte civile, costituita con l’avvocato Fabiano Filippin. Quando hanno iniziato a frequentarsi, nel 2018, lui aveva 26 anni e lei 14.
Dopo l’infatuazione iniziale, la ragazza lo ha allontanato quando lo ha visto diventare ossessivo. Temeva per la sua incolumità. Gli insulti erano diventati sistematici, la inondava di messaggi ingiuriosi su whatsapp, pretendeva di imporle come vestirsi e la controllava, manifestando un’accesa e continua gelosia.
Anche dopo che lei lo aveva lasciato, lui ha continuato a cercarla, al telefono, almeno 10-15 volte al giorno. Migliaia i messaggi inviati. Lei, per timore, rispondeva alle sue chiamate. Finché non si è arrivati all’aggressione fisica.
L’adolescente era impegnata come aiuto-educatrice in un centro estivo per ragazzi, quando il giovane l’ha raggiunta.
All’uscita l’ha aspettata sull’auto in compagnia del suo bimbo (che il giovane aveva avuto da una precedente relazione), l’ha costretta a salire a bordo minacciandola che l’avrebbe raggiunta a casa, dove sapeva di trovare sua madre. Poi le ha dato uno schiaffo e l’ha insultata perché portava i leggins, tanto che glieli ha pure strappati.
Quindi le ha intimato di consegnargli il cellulare, affinché potesse controllarne il contenuto. Le ha cercato si strappare di mano la borsa e poi le ha tirato un altro schiaffo. La ragazza è riuscita ad aprire la portiera e a scappare.
Gli schiaffi al volto hanno comportato 5 giorni di prognosi. Si è confidata con i genitori e gli amici e ha deciso di sporgere denuncia. Il pm Federico Facchin ha contestato al giovane, trentenne residente in provincia di Pordenone, anche l’aggravante di aver commesso le lesioni e in parte lo stalking mentre era stato ammesso a una misura alternativa alla detenzione in carcere. Il 14 gennaio 2020 era stato affidato in prova al servizio sociale.
La vicenda giudiziaria è stata definita dinanzi al gup Monica Biasutti. Il risarcimento sarà quantificato in sede civile.
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