Scontro nei 5Stelle, la contesa Fico-Di Maio passa per Napoli: da Portici a Somma al Vomero è battaglia sui voti
E’ il giorno della conta. La conta dei voti e della forza politica che da soli si è in grado di esprimere in vista delle Politiche 2023. Nel Movimento Cinque Stelle la scissione è una procedura aperta. Luigi Di Maio, da mesi ai ferri corti con l’ala guidata da Giuseppe Conte e Roberto Fico, è a un passo dall’addio ma prima c’è bisogno di capire chi lo seguirà e soprattutto quanti ‘uomini’ riuscirà a tenere dentro le istituzioni. La capacità del nuovo soggetto politico, al quale il ministro starebbe lavorando, di sedersi al tavolo con altri partiti dipende proprio dai numeri a disposizione. Numeri che, per converso, verrebbero sottratti al Movimento Cinque Stelle, che in queste ore sta procedendo a contarsi proprio al pari di Luigi Di Maio.
In questa partita matematica Napoli e la sua provincia sono sorvegliati speciali: i grillini considerano ancora oggi questo territorio una roccaforte di voti, nonostante il tracollo del consenso elettorale che pure qui si è registrato. Ma la scissione disperderà questi voti in modo importante, forse più che altrove. Luigi Di Maio e Roberto Fico, tra le massime espressioni del Movimento e oggi in guerra, hanno costruito la loro carriera grazie ai riscontri provenienti da questa terra. Ed ecco che questa partita di potere si definirà con il pallottoliere.
Luigi Di Maio, in termini di voti, ha la meglio nella sua Pomigliano d’Arco, a Somma Vesuviana, a Nola, nella zona Vesuviana. Ed è in rimonta anche a Portici, dove poche settimane fa lo strappo evidente all’interno del Movimento si è tradotto in uno scontro pubblico: in piena campagna elettorale e con i grillini locali impegnati a sostenere il candidato sindaco Aldo Agnello (appoggiato da Sinistra italiana ed Europa Verde), Luigi Di Maio si è presentato - nelle vesti di ministro - a un incontro istituzionale organizzato dal sindaco uscente Enzo Cuomo e, tra strette di mani e abbracci concessi ai flash dei fotografi, ha di fatto ‘benedetto’ la ricandidatura di Cuomo, espressione del Pd e di un carrozzone di liste civiche. La visita di Di Maio ha mandato su tutte le furie i pentastellati, che in un comunicato stampa hanno sostenuto di non riconoscersi nel ministro degli Esteri sottolineando invece l’unità di intenti con Conte e Fico. Muro contro muro, ma alla fine a Portici il voto ha punito i grillini che - a differenza della scorsa tornata elettorale - sono riusciti ad eleggere un solo consigliere e l’esito delle urne ha ringalluzzito i ‘dimaiani’ che già guardano a una nuova stagione. Anche a Torre del Greco Luigi Di Maio è più forte. Così come nell’area flegrea, tra Pozzuoli e Quarto, dove Luigi Di Maio conta sull’appoggio del deputato Andrea Caso, che proprio ieri è intervenuto in difesa del ministro: «L'odio che si sta scatenando nei confronti del Ministro Luigi Di Maio solo per il fatto di essersi permesso di chiedere un confronto sui temi è indicibile - ha osservato Caso - L'odio a mezzo social è davvero inaccettabile, ma il fatto che alcuni insulti provengano anche da colleghi che dovrebbero rappresentare tutto il Movimento lascia davvero senza parole. Piena solidarietà a Luigi che sta facendo di tutto per sollevare un problema interno, che andrebbe affrontato con la massima serietà».
A Napoli città, invece, Roberto Fico è meglio piazzato. Basti considerare che nel Comune di Napoli i due assessori grillini che fanno parte della giunta del sindaco Manfredi sono entrambi espressione del presidente della Camera. Non solo: pure in Consiglio comunale i numeri sono dalla parte di Fico. I consiglieri pentastellati Ciro Borriello, Salvatore Flocco e la new entry Claudio Cecere sono con Fico. Di Maio può invece contare su Fiorella Saggese e sul noto avvocato penalista Gennaro Demetrio Paipais. Mantiene per ora una posizione neutrale Flavia Sorrentino che, alla luce della nuova situazione, dovrà prendere una posizione: i rumors la danno pronta a passare nelle fila di Di Maio, essendo lei legata politicamente al senatore Vincenzo Presutto (indicato a sua volta tra quelli pronti ad aderire alla scissione).
In Regione, invece, è Luigi Di Maio il più forte. Il capogruppo in Consiglio, Valeria Ciarambino, è da sempre vicinissima al ministro degli Esteri e lo stesso può dirsi per i consiglieri Gennaro Saiello e Luigi Cirillo. Non va dimenticato, inoltre, che di recente Luigi Di Maio e il governatore della Campania Vincenzo De Luca hanno raggiunto una sorta di tregua: i due, in occasione delle amministrative da poco archiviate, hanno più volte invitato le rispettive parti a dialogare e ad allearsi. Un punto di contatto impensabile fino a diversi fa. De Luca è sempre stato allergico ai grillini e non ha mai risparmiato attacchi a Luigi Di Maio.