Pistoia, boom in provincia di sfratti eseguiti. E un nuovo picco è atteso a fine emergenza Covid
PISTOIA. Un uso della leva fiscale per favorire la riduzione dei canoni d’affitto, un incremento del numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) e canoni di locazione sostenibili. Sono queste alcune delle proposte avanzate dalla sezione pistoiese del Sunia, il Sindacato unico nazionale inquilini e assegnatari, per affrontare quella che il segretario generale Davide Innocenti definisce una situazione difficilissima. Anche perché – come sottolinea – Pistoia è da tempo una città con un grave disagio abitativo: «È ai primi posti fra le città della Toscana per numero di sfratti ed è pure la città al penultimo posto, fra le dieci provincie toscane, per dotazione di case di edilizia residenziale pubblica».
I numeri del disagio
Che a Pistoia la situazione sul fronte casa si sia aggravata con la pandemia, secondo Innocenti, lo dimostra il numero delle domande per il contributo affitto straordinario Covid-19: sono 742 le domande presentate. Il disagio abitativo si è espresso nell’aumento delle domande del 50% rispetto alle 371 del bando ordinario del 2019. Delle domande presentate, 61 sono state ammesse, 284 sono in fase di valutazione, 238, invece, sono state respinte. Poche case pubbliche. La Provincia di Pistoia è penultima per dotazione di case popolari: 2.100, di cui 60 al momento vuote, in attesa di ristrutturazione.
Sfratti
Sono 301 gli sfratti emessi in provincia (69 nel comune capoluogo), mentre 276 sono le richieste di esecuzione (dato provinciale) e 282 gli sfratti eseguiti con forza pubblica (i dati riguardano l’anno 2019), con un incremento rispetto al 2018 pari al 116, 92%.
«La situazione fotografata riguarda il periodo precedente il coronavirus, con una congiuntura economica leggermente in ripresa, con una diminuzione percentuale degli sfratti emessi (-9,34%) e delle richieste esecuzioni (-19,3%), a cui si associa il dato allarmante dell’aumento percentuale degli sfratti eseguiti (+116,92%), caso unico in Toscana – spiega Davide Innocenti – Le previsioni, per quando scadrà la sospensione decretata dal governo per l’emergenza sanitaria, sono ancora più nere: si prevede un aumento del 30% degli sfratti esecutivi, che riguarderà segmenti di popolazione (piccoli esercenti, parrucchieri e commercianti) che, in passato, non avevano avuto problemi nel pagamento dell’affitto» .
Effetto Covid-19
Il Sunia di Pistoia, dal 1° marzo al 31 maggio, ha ricevuto 389 richieste di aiuto da famiglie colpite dal lockdown: 107 persone avevano chiuso la loro attività; 197 erano in cassa integrazione; in 35 casi c’erano due componenti in cassa integrazione, in altri 65 uno in cassa integrazione e l’altro con l’attività chiusa. Solo in 47 situazioni i proprietari hanno acconsentito ad abbassare il canone. Dalle grandi proprietà, invece, non c’è stata alcuna risposta. E le prospettive per il 2021 sono ancora più nere, con il rischio è di trovarsi con centinaia di famiglie con lo sfratto esecutivo per morosità.
Le proposte
Tra le richieste del Sunia, Imu agevolata al 5,7% sulle case ad affitto calmierato e un bonus di 500 euro ai proprietari che passano dagli affitti a libero mercato al sistema calmierato. «Gli effetti devastanti sul piano economico provocati dal Covid si manifesteranno in tutta la loro drammaticità dal prossimo autunno – conclude Innocenti – per questo occorrerà mettere in campo una risposta straordinaria che preveda un incremento significativo di alloggi Erp». —