Tumore fulminante, muore a 57 anni barman di Musile
MUSILE. Un tumore lo ha strappato all’affetto dei suoi cari in appena due mesi e mezzo. Cordoglio in tutto il Veneto Orientale per la scomparsa di Carlo Silvestrini, barman e ristoratore, conosciuto per la sua attività anche nel vicino Friuli. Aveva 57 anni, lascia la moglie Virginia e il figlio Tommaso.
Quinto di otto fratelli, Carlo Silvestrini era nato a Portogruaro. Ma presto si era trasferito a Musile, dov’è cresciuto e ha abitato a lungo, insieme alla sua numerosa famiglia. Sempre a Musile si svolgeranno i funerali, in programma oggi alle 15.30 nella chiesa di San Donato. Dopo il matrimonio, però, Carlo Silvestrini era tornato a vivere a Portogruaro, viste le sue attività lavorative. Dopo il diploma all’istituto alberghiero di Castelfranco Veneto, Silvestrini aveva sempre lavorato nel settore della ristorazione. Prima al Golf Club di Lignano, poi al ristorante Casa Ippolito ad Aprilia Marittima. Ultimamente lavorava a Oderzo dove, insieme a un amico, gestiva il Bar Meridiano.
«Ciao uragano mio» è il semplice ricordo che la moglie ha affidato ai social network. E per chi lo ha conosciuto, Carlo era proprio «un uragano di simpatia con il suo sorriso a dir poco contagioso». «Era sempre gentile, allegro, simpatico con tutti. Aveva la capacità di cambiare una serata o un’intera giornata storta con la sua innata simpatia». Era rimasto molto legato ai compagni di scuola dell’alberghiero, con cui condivideva un’intesa speciale.
Un’amicizia coltivata nel tempo e che proseguiva tuttora tra quelli che nel frattempo erano diventati colleghi nella ristorazione. Oltre alla moglie e al figlio, Carlo Silvestrini lascia la madre Resi e i fratelli Paolo, Elena, Giorgio, Mariarosa, Luigi, Stefano e Monica. Eventuali offerte saranno devolute alla ricerca sul cancro. —
GIOVANNI MONFORTE
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