Dellafiore: «Con il Mantova a 35 anni la mia prima volta»
MANTOVA. A 35 anni suonati e con alle spalle una carriera di primissimo piano (oltre 120 presenze in A, quasi 170 in B), Paolo Hernan Dellafiore ha vissuto in biancorosso la sua “prima volta”. «Sì - sorride il centrale difensivo -, nonostante le tante soddisfazioni avute nel calcio, non avevo mai vinto un campionato e a Mantova volevo raggiungere proprio questo traguardo. Ce l’abbiamo fatta e ne sono felice, anche se resta un po’ di rammarico per non aver potuto festeggiare in campo, tutti insieme, con i nostri tifosi, i dirigenti e le tante persone che hanno contribuito al raggiungimento della serie C».
Dellafiore parla dalla sua casa di Castelli Calepio, dove ha vissuto un lockdown particolare: «Qui siamo in provincia di Bergamo, vicino al confine con Brescia e per un mese almeno l’emergenza coronavirus è stata davvero tosta. In paese sono morti i genitori di persone che conosco, sentivamo soltanto le sirene delle ambulanze per tutto il giorno... Insomma, c’è stata vera paura. Per fortuna nella mia famiglia stiamo tutti bene e nelle ultime settimane la situazione è migliorata molto. Speriamo che il peggio sia davvero passato e che chi prevede una seconda ondata in autunno si sbagli».
In autunno, infatti, Dellafiore spera di essere in campo, perché ha ancora tanta voglia di giocare: «A Mantova purtroppo sono arrivato soltanto a dicembre e non ho giocato molto, a parte due partite e qualche spezzone (4 presenze in tutto, ndr). Spero comunque di aver dato un contributo anche da fuori, dando consigli e sostegno ai compagni più giovani quando ne avevano bisogno. Di certo, avere un gruppo che andava d’accordo e remava tutto dalla stessa parte è stato uno dei fattori decisivi per vincere».
L’esperto difensore, infatti, considera quello appena concluso un campionato vinto sul campo: «Direi che su questo non ci sono dubbi. Il Mantova è stato in testa sin dall’inizio, ha dimostrato un valore superiore a quello degli avversari e, al momento dello stop al campionato, aveva un vantaggio di 7 punti in classifica che mi sembra eloquente. Se non ci avessero promosso in C, dunque, sarebbe stata un’assurdità. Che la cosa sia avvenuta a tavolino spiace soltanto perché non ce la siamo potuta godere appieno. Siamo comunque tutti felici. Io lo sono per me stesso ma anche per i compagni più giovani, che hanno centrato un obiettivo importante alle prime esperienze nel calcio».
Per quanto riguarda il futuro, Dellafiore non nasconde che gli piacerebbe restare a Mantova: «È presto per parlarne perché la società deve programmare il prossimo anno e non si ancora neppure chi sarà il ds, anche se io spero rimanga Righi. In ogni caso a me piacerebbe restare, perché mi sono trovato benissimo e perché lì c’è una società sana in una piazza importante. So di avere una certa età - sorride -, ma è anche vero che in squadra qualche “vecchietto” serve sempre, anche per dare una mano ai giovani che si trovano ad affrontare per la prima volta il professionismo. Ci sarà tempo per confrontarsi, per ora l’importante è che stiamo tutti bene e che possiamo goderci un traguardo importante. Poi mi auguro che dalla prossima stagione - conclude - si possa tornare a un calcio normale, senza la paura del virus e con tanti tifosi sugli spalti». Ed è quello che ci auguriamo tutti. —
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