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Prosecco, giù i prezzi: vendemmia Doc congelata fino al 2021

TREVISO. È un momento storico senza precedenti anche per il mondo del Prosecco e degli altri vini. La chiusura prolungata di bar e ristoranti, lo stop al turismo e la cancellazione delle prenotazioni, gli alberghi tristemente vuoti sono un mix letale che sta costando parecchi milioni di euro all’universo delle bollicine, con cali che - secondo Oiv, Organizzazione Internazionale della Vigna e del vino - potrebbero toccare il 35 per cento dei volumi e il 50 per cento del valore.

Scorte ancora a magazzino. La prima conseguenza del lockdown e della scomparsa dei turisti, destinata a durare anche oltre l’emergenza sanitaria, sono le scorte ferme a magazzino e, di conseguenza, il calo dei prezzi, che diventa crollo quando - ha denunciato il Consorzio del Prosecco Doc - qualche produttore arriva a svendere il proprio vino pur di esaurire le riserve. Misure straordinarie sono state adottate per limitare l’impatto della crisi: il Prosecco Doc, tra le altre cose, congelerà la vendemmia 2020 almeno fino a gennaio 2021 in modo da esaurire le scorte del 2019 e, pertanto, mantenere il valore della bottiglia su livelli consoni. Decisione già approvata dal consiglio e in attesa del via libera dell’assemblea. Il Conegliano-Valdobbiadene lavora invece sulla resa per ettaro, scendendo addirittura a “quota 100” quintali. E si valuta anche la distribuzione del vino in esubero con il tetrapak, rinunciando alla rivendicazione Doc per migliaia di ettolitri.

Stagione di sconti. La grande distribuzione ha già “annusato” una certa fiacchezza del mercato delle bollicine. E l’ha aggredito con una serie di offerte pubblicizzate sui volantini dei supermercati: la scorsa settimana si potevano acquistare bottiglie di Prosecco Doc a meno di 3 euro all’Esselunga, un Docg Conegliano-Valdobbiadene era venduto a 4,99 euro alla Coop, gli spumanti a 3 e 4 euro erano quasi la normalità. Offerte, appunto, in un settore che peraltro ha tenuto meglio rispetto ad altri (i supermercati hanno continuato a vendere, il crollo vero e proprio si registra in hotel, ristoranti e locali), ma comunque significative di una corsa al ribasso che potrebbe continuare ancora a lungo.

L’appello. Stefano Zanette, presidente del Consorzio del Prosecco Doc, guarda con apprensione ai dati, e anche se per il momento la situazione è sotto controllo, il timore è che la perdita di valore diventi una costante dell’estate. «Tutto è legato al sistema turistico» spiega Zanette, «personalmente sono ancora ottimista, ci sono margini per il recupero, i conti dovremo farli a fine stagione». Qualche attacco però viene anche dall’interno: «C’è chi sta facendo di tutto per liberarsi del prodotto della vendemmia 2019 rimasto invenduto, e per questo lo butta sul mercato a prezzi stracciati» attacca Zanette, «a volte si genera una sorta di panico che sta portando a scelte sbagliate, facciamo attenzione perché l’emotività, l’ansia e la preoccupazione possono trascinare verso il basso il valore del nostro prodotto. Stiamo calmi: il Consorzio è perfettamente in grado di governare domanda e offerta con gli strumenti di cui dispone, come lo stoccaggio e la giacenza. E poi parliamo di una crisi che non è collegata a un minor apprezzamento del prodotto. Semplicemente, alle persone è stato impedito il consumo all’esterno dell’ambito domestico, non c’è pertanto un problema con il Prosecco».

Vendemmia congelata. Da oggi c’è uno strumento in più: il “congelamento” della vendemmia. Misura approvata nei giorni scorsi dal consiglio e ora proposta all’assemblea. In prospettiva, potrebbe essere inserita anche nel disciplinare di produzione come strumento per governare l’offerta. «Abbiamo proposto di bloccare l’utilizzo della vendemmia 2020» spiega Zanette, «questo fa sì che la giacenza del vino derivato dall’uva vendemmiata nel 2019, nell’ipotesi peggiore di una mancata ripresa dei consumi, colmi la domanda fino alla fine di quest’anno. La vendemmia 2020 si potrà quindi utilizzare da gennaio 2021, mettendola in autoclave, e spumantizzandola soltanto in una data successiva, a partire dalla metà di novembre. Questa è l’alternativa ragionata a immettere sul mercato il vino 2019 a un prezzo stracciato». Non è, ovviamente, solo un problema della Doc. Anzi. Sono settimane, mesi di grande apprensione dalle parti del Conegliano-Valdobbiadene, dove è rilevante la quota di mercato detenuta da alberghi, enoteche, locali. Si resta in attesa di capire come evolveranno i prossimi mesi: il futuro delle bollicine Docg è strettamente legato alla libertà di movimento dei turisti.

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