Dodici anni dopo Chiamami col tuo nome, il romanzo di André Aciman che racconta dell’intensa storia d’amore estiva fra un teenager e un uomo più maturo, arriva finalmente in libreria il sequel. Find Me (Cercami, in uscita in Italia il 28 ottobre) narra la storia di Oliver nei vent’anni che seguono il suo ritorno negli Stati Uniti, dopo aver lasciato Elio in Italia, e svela cosa è accaduto nella vita dei due, diventati ormai adulti.
Il nuovo romanzo ci lascia gettare uno sguardo nella vita di Sami, il padre di Elio: l’apertura del romanzo è dedicata a lui e al suo punto di vista: l’uomo trova un nuovo amore a un’età non più giovane. «Solo nel film viene chiamato "Sami"», confessa Aciman con una risatina. «Ma va benissimo, ho rubato il nomignolo dal film».
Il film a cui si riferisce, è, ovviamente, l’acclamato adattamento di Chiamami col tuo nome per il grande schermo di Luca Guadagnino, film di grande successo del 2017, protagonisti Timothée Chalamet e Armie Hammer. Dieci anni circa dopo l’uscita del libro, il film ha fatto conoscere la storia a un pubblico più vasto, arricchito delle splendide immagini di un’Italia assolata negli Anni '80. Aciman è il più grande fan del film: «Credo di essere l’unico autore che abbia amato il film tratto da un suo romanzo», afferma.
Il finale del romanzo e del film hanno gettato nella disperazione molti che speravano di vedere i due amanti insieme. Cercami accetta la sfida, grazie a un’analisi più articolata di temi come l’amore, la vulnerabilità e il ricordo. Dalla sua casa di New York, Aciman ha raccontato a Vogue del ritorno di Elio e Oliver, dell’impatto che ha avuto il film e del perché la sua storia d’amore gay universale non sconfina mai nell’omofobia.
Perché ha deciso di scrivere un sequel?
André Aciman AA: «I personaggi restano con te per sempre. Non avete idea di quante volte ho cercato di riprenderli, e di far continuare le loro vite. Iniziavo sempre con Elio come personaggio principale, cosa che, ho capito poi, era un grande errore. Poi per puro caso ho iniziato a scrivere di suo padre e sapevo che Elio sarebbe riapparso prima o poi. È stato allora che ho capito che il libro c’era. Bisognava solo scegliere momenti diversi in cui far raccontare le loro storie, e quindi li vediamo 10 anni più tardi, poi dopo 15 anni e poi dopo 20, esattamente in quello spazio temporale che Chiamami col tuo nome aveva aperto».
In quel romanzo parla del primo amore; in Cercami, racconta l’amore a un’età matura, sia per il padre, che si innamora di una donna più giovane, che per il personaggio di Michel, un uomo più grande che Elio frequenta, trentenne.
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Come è stato far rivivere Elio e Oliver? Come sono cambiate le dinamiche fra i due personaggi con il secondo libro?
Quando ha visto per la prima volta il film di Luca Guadagnino, era come se l’era immaginato?
AA: «Sì e no. Mi preoccupava il finale, mi dicevano che ci sarebbe stato il volto di Elio in lacrime, e ho pensato: "Oddio, sarà troppo sentimentale". Ma ovviamente non lo è stato. Elio aveva imparato una lezione meravigliosa, come si riesce ad accettare il dolore, e come ci si rassegna alla fine di una relazione. Ho pensato che la scena fosse venuta benissimo. Ho detto al regista, "Il finale del tuo film è più bello di quello del mio libro"».
C’è poi la famosa scena della pesca. Qualcuno è rimasto deluso, perché Armie Hammer nel film non mangia la pesca, ma nel suo libro Oliver lo fa. L’ha infastidita questa scelta?
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Come ha vissuto il successo del film?
Le piacerebbe che anche Cercami diventasse un film?
L’amore omosessuale è stato spesso dipinto a tinte tragiche. A molte persone della community LGBTQ+ è piaciuto molto che Chiamami col tuo nome fosse così confortante. È stato intenzionale?
I personaggi non affrontano alcun tipo di attacco omofobo, neppure negli Anni '80
Cercami di André Aciman è in uscita in Italia il 28 ottobre (Guanda Editore)