Il disastro di Genova solleva inquietudini profonde, perché ripropone in chiave tragica interrogativi tanto essenziali quanto rimossi. Innanzitutto, ci ricorda che la nostra vita quotidiana “moderna” riposa su un vasto insieme di beni, servizi e attività economiche che nessuno, per quanto abbiente, può procurarsi con risorse proprie. È l’“economia fondamentale”: un patrimonio intrinsecamente collettivo, talmente importante da essere per lo più dato per scontato. Utile a questo proposito citare il lavoro a cura di F. Barbera, J. Dagnes, A. Salento, …
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