L'apprensione per ciò che sta accadendo in Turchia sta mettendo in difficoltà tutti i mercati europei. In una giornata caratterizzata dal crollo della lira turca, lo spread prosegue la sua marcia al rialzo: il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi avanza a 276 punti, dopo aver chiuso venerdì scorso a quota 268. Il tasso del decennale schizza a 3,08%. In rialzo anche il differenziale tra i Bonos spagnoli e i Bund, a 113 con un tasso dell"1,445%. Ai mercati non bastano le rassicurazioni del governo italiano sulla prossima manovra. Ovviamente a incidere negativamente è anche la crisi turca.Era prevedibile un avvio di seduta all'insegna delle vendite per Piazza Affari e le Borse europee, in scia alla crisi turca. E così puntualmente è stato. Venerdì sera Wall Street ha chiuso in rosso e le vendite sono proseguite anche questa mattina sui listini asiatici. La Borsa di Tokyo ha lasciato sul parterre quasi 2 punti percentuali con lo yen, considerato valuta rifugio, che è tornato a salire nei confronti del dollaro. Oggi Ankara è intervenuta per cercare di contenere il panico. La banca centrale turca ha annunciato una serie di misure per iniettare nel sistema finanziario nuova liquidità e tentare di frenare la caduta della valuta nazionale.Come vanno i titoliLusso e petroliferi sono i titoli meno penalizzati a Milano (+0,4% Saipem e piatta Eni nell"industria del greggio) mentre tengono Ferrari, Moncler e Luxottica nel comparto luxury. In Europa sono soprattutto i bancari, i minerari e il comparto farmaceutico per l"effetto Bayer a essere più penalizzati dalle vendite. Tengono invece i tecnologici. A Madrid cede il 2,7% Bbva, anch"esso segnalato tra gli istituti più esposti alla crisi turca. A Londra spicca il +1,6% di Bae nel settore della difesa mentre il tour operator Tui (-3%) sconta ancora i risultati intermedi deludenti. A Francoforte oltre a Bayer cedono le banche (-1,7% Deutsche Bank e -1,1% Commerzbank). A Parigi è Total la migliore (+1%). Scarno il calendario macroeconomico della giornata di oggi mentre domani gli operatori guarderanno al Pil del II trimestre di Germania e eurozona.