La bandiera siriana sventolava ieri sull’edificio delle poste a Deraa, da molti considerata il primo focolare delle proteste che nel 2011 investirono Damasco per trasformarsi presto in una guerra regionale. La notte precedente, a poca distanza, missili israeliani piovevano su Quneitra, sud della Siria. Poche ore prima il premier israeliano Netanyahu, di ritorno dal Cremlino, si diceva non più interessato a provocare la caduta del governo di Damasco. Tre eventi, uno in fila all’altro, raccontano molto dell’attuale stato del conflitto …
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