È dal suo primo romanzo, Il lungo ritorno (e/o, 2001) che Tiziana Rinaldi Castro esplora lo spazio interiore che separa un migrante sud-europeo negli Stati Uniti degli anni Ottanta dalla terra delle origini. Lì erano il Cilento e Creta, omaggio palese ai luoghi paterni e all’amore viscerale per la Grecia classica, contrapposti alla metropoli newyorchese. Ora, in Come della rosa (Effigie, pp. 292, euro 21), lo scandaglio va ancora più in profondità: la protagonista del romanzo è una fotografa atterrata …
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